Corsa e studio


Molti atleti si trovano a dover conciliare lo studio con l’allenamento quotidiano. La giornata va organizzata al meglio per cercare di trarre il massimo beneficio da entrambe le attività. Da non sottovalutare le energie nervose spese a studiare. La corsa spesso aiuta a reintegrarle con il suo naturale bagno d’ossigeno mentale.

Cosa hanno in comune la “corsa” e lo “studio”?

 

Istintivamente penserete: Niente!ma se analizzate in modo più approfondito questi due termini, cosi lontani tra loro sia come significato che come attività, vi renderete conto che invece hanno molto in comune.

ü                 La corsa è un’attività sportiva che, per conseguire risultati soddisfacenti e gratificanti nel lungo termine, necessita di un costante allenamento. A questo deve essere associata grande determinazione, indispensabile per poter affrontare sedute di allenamento intense ed estenuanti, e grande concentrazione mentale (quando monitoriamo la nostra andatura, ascoltiamo i nostri battiti, i nostri passi)…Insomma, il risultato di un buon allenamento, e ancor di più, di una gara, è merito, non solo delle nostre gambe, ma anche della nostra testa, che non a caso è sempre stata definita come il pezzo meglio della “macchina”.

           

ü                 Lo studio è un’attività prettamente mentale che, a differenza della corsa, non richiede nessuno sforzo fisico (se non quello dell’affaticamento della mano a seguito di attività di “sbobinatura” di noiosi appunti o stesura di riassunti e schemetti vari), ma necessita di una forte concentrazione ed attenzione, indispensabili per poter sostenere esami od interrogazioni con successo e serenità.

Credo quindi che la corsa sia il completamento e l’integrazione dello studio poiché richiede:

ü   un notevole sforzo fisico mettendo in movimento tutti i muscoli del nostro corpo ed apportando benefici notevoli anche in prospettiva di una più salutare vecchiaia;

ü   concentrazione, attenzione e quindi lavoro mentale.

Infine un vero podista ha sempre una minima conoscenza, anche se basilare, circa la storia dell’atletica, dei suoi campioni o (per esempio) circa il corpo umano. Tutto ciò la si ottiene attraverso la lettura, l’approfondimento fino a trasformarlo in vero e proprio studio. 

Le due attività si influenzano tra di loro perché apportano benefici reciproci l’una nei confronti dell’altra, anche se in modo diverso e con intensità differente. Per poter capire vi descrivo a questo punto una mia tipica giornata di studio con allenamento.

Alle 8.30/45 inizio a studiare, fino verso l’ora di pranzo (12.45) per poi riprendere intorno le 15. La giornata di studio termina intorno alle 18.30/45! Giusto il tempo per prepararmi e…alle 19 circa parto con l’allenamento. Vi assicuro che dopo un “tour de force” sui libri e con il sedere ormai a forma di sedia, potersi mettere le scarpette da ginnastica e correre all’aria aperta è una sensazione impagabile. Anche se mi sento stanca e a volte con poca voglia di partire, non appena ho corso i primi 100mt sento subito che tutta la tensione e lo stress accumulati durante la giornata mi si scrollano di dosso. Ho l’impressione che il cervello si ossigeni, le informazioni immagazzinate durante la giornata trovano una giusta collocazione nella mia testa. Inoltre sono solita ripassare o comunque pensare a quanto letto e studiato durante il giorno…quindi ne approfitto sia per rilassarmi e scaricare le energie in eccesso sia per ripensare a quanto studiato. Come dire: un 2 in 1!

Lo studio, dal canto suo, ci insegna i trucchi della giusta organizzazione, di come distribuire al meglio il nostro tempo ed energie per poter svolgere le 2 con eccellenza. Inoltre dà la costanza e la determinazione giusta per raggiungere i traguardi prefissi. Quando preparo un esame devo organizzare il mio tempo in modo tale che entro tale scadenza debba essere in grado di aver completato il programma e pronta per sostenere l’esame. Uguale è nella corsa: so che devo compiere tali allenamenti, con costanza e sacrificio per poter affrontare così una prova più grande ed impegnativa nel breve termine.

Tale giornata fa riferimento a questo periodo dell’anno in cui le giornate sono più lunghe e calde, mentre durante l’inverno c’è bisogno di maggior organizzazione e di più sacrificio perché l’attività sportiva deve esser inserita nelle prime ore del pomeriggio, e quindi, una volta terminata la seduta di allenamento devo nuovamente studiare. E’ chiaramente più faticoso, ecco perché, se non ci credi non lo puoi fare!

In entrambe le attività sono messa costantemente alla prova, e ciò mi permette di migliorarmi sempre di più e di trovare nuovi stimoli e soddisfazioni personali.

La corsa come lo studio può piacere oppure no. Io ho la fortuna di amarle ambedue e quindi di ricevere il meglio da entrambe. L’importante non è tanto ciò che si fa ma come si fa, se c’è passione e dedizione i frutti e le gratificazione prima o poi arrivano….e poi che soddisfazione sentirsi dire: hai gambe e testa!!!

Provate ragazzi.

Daniela De Felice

 

De Felice in allenamento con Santucci

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