Oggi vi parleremo di un mezzofondista che ha recitato una parte da protagonista alle Olimpiadi di Los Angeles 1984. Una vittoria fatta di talento e tenacia che lo ha portato ad essere uno dei simboli di quell’edizione.
I primi metri di Cova
Alberto è nato il 1° dicembre 1958 ad Inverigo, un piccolo comune in provincia di Como.
Comincia a fare atletica all’età di 14 anni.
Verrà soprannominato “il ragioniere” per il diploma conseguito in ragioneria, per il suo fisico magro e filiforme ma, soprattutto, per il suo modo pianificatore – e mai eccessivamente dispendioso – di affrontare le gare.
Nel 1977 ottiene i primi successi quando si laurea campione italiano juniores sui 5000 metri.
La svolta, i primi successi sul palcoscenico mondiale
Il cambiamento per la carriera di Alberto avviene in quel 1977 perché l’atleta lombardo incontra l’allenatore Giorgio Rondelli della Pro Patria. Rondelli intuisce che Cova ha le qualità per dominare sui 10000 m, distanza che l’atleta non gradisce particolarmente; tuttavia, il consiglio del neoallenatore risulterà decisivo per il futuro del giovane azzurro.
Cova ha la straordinaria capacità di resistere ai cambi di ritmo durante la gara per poi sfoderare sprint decisivi – spesso insostenibili per gli avversari – negli ultimi metri.
Con questa, vincente, tattica si aggiudica l’oro agli europei di Atene 1982 ed ai mondiali di Helsinki dell’anno successivo.
Los Angeles ‘84
Arriva l’anno delle Olimpiadi. Sono quelle di Los Angeles 1984.
Sono i giochi del boicottaggio. Anzi, quelle del contro boicottaggio.
Gli Stati Uniti non si sono presentati a Mosca ’80, i russi – e tutto il blocco dell’Est – non si presentano alle Olimpiadi successive organizzate dagli americani.
Sui blocchi
Qualche defezione ai nastri di partenza dei 10000 metri. Due atleti tedeschi – della Germania Est ovviamente – che hanno duellato con Cova in quegli anni non sono presenti.
L’avversario principale è il finnico Vainio, un mezzofondista di valore che ha dato filo da torcere a Cova nelle precedenti gare vinte dall’azzurro.
In gara ci sarebbe anche il detentore del primato del mondo di questa prova: il portoghese Mamede che, però, non avrà un ruolo da protagonista in quanto darà forfait dopo solamente qualche giro dallo start.
Quelle braccia al cielo
Sarà una gara difficile. La tensione è talmente alta che puoi tagliarla a fette.
Dopo un inizio – come è normale che sia – tattico, il finlandese Vainio prova una serie di attacchi per staccare l’azzurro, più forte in volata. Cova resiste e il tutto si riduce ad un testa a testa. A 200 metri dal traguardo, dopo aver dato l’impressione di staccarsi da un momento all’altro, l’azzurro passa al contrattacco, infila l’atleta nordico e va a vincere in 27’47”54.
Cova ha le mani alzate. Uno dei momenti più indelebili della nostra storia olimpica.
Medaglia d’oro ai Giochi, il trittico si compie, Alberto è nella storia.
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