Un aspetto che molto spesso viene sottolineato da chi pratica attività fisica, in particolare tra i principianti, è la sensazione di rilassamento, piacere e soddisfazione che si presenta dopo un allenamento e che può perdurare per diverse ore. Questo fenomeno è sicuramente il più tangibile e immediato per quanto riguarda i processi che avvengono al livello del sistema nervoso, tuttavia rappresenta solo uno tra gli innumerevoli benefici che un atleta, indipendentemente dal livello di preparazione o dalle caratteristiche fisiche, può ottenere.
Quando ci muoviamo, il nostro cervello viene stimolato a produrre alcuni fattori che sono essenziali per la salute del sistema nervoso come il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor). Questa proteina è fondamentale per ottimizzare la plasticità sinaptica, ossia rafforza le connessioni tra neuroni, migliorando la salute, lo sviluppo e la differenziazione degli stessi. Le conseguenze legate all’espressione del BDNF prevedono un potenziamento dei processi legati ad apprendimento, memoria e performance cognitive, sviluppando aspetti come la navigazione spaziale, la pianificazione e la presa di decisioni. Verrebbe quindi da chiedersi perché non aumentare i livelli di BDNF inoculando la proteina direttamente nel circolo ematico e ottenendo gli stessi benefici senza faticare.
Un’altra importante proteina correlata all’esercizio fisico che migliora gli aspetti cognitivi è la VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor).
Il suo rilascio è favorito dal lavoro muscolare e va a svolgere la propria funzione in innumerevoli tessuti, aumentando la capillarizzazione e la neoangiogenesi, ossia la formazione di nuovi vasi sanguigni. La proteina agisce anche a livello cerebrale preservando l’integrità di arterie, vene, capillari e barriera ematoencefalica.
BDNF e VEGF sono affiancati da un neurotrasmettitore, la serotonina, che svolge un ruolo essenziale nei processi di apprendimento e memoria in relazione allo stato emotivo. Durante l’esercizio fisico prolungato, la serotonina regola la percezione della fatica, per questo motivo alcuni farmaci specifici in grado di modularne i livelli potrebbero posticipare il punto oltre il quale lo sforzo non è più sostenibile dall’individuo. Neurotrasmettitori come serotonina e dopamina intervengono anche sulla sfera emotiva, inducendo quelle sensazioni di appagamento, calma e benessere tipiche del post-allenamento, rendendo l’attività fisica un potente alleato nel trattare patologie come i disturbi d’ansia, la depressione o lo stress.
Gabriel Carli
Bibliografia:
– Ardoy DN, Fernandez-Rodriguez D, Jimenez-Pavon D, et al. A physical education trial improves adolescent’s cognitive performance and academic achievement: the EDUFIT study. J Med Sci Sports. 2014;24:e52–61.
– Robert W. Baloh, Exercise and the Brain: Why Physical Exercise is Essential to Peak Cognitive Health, 2022, Springer Editor, Gewerbestrasse 11, 6330 Cham, Switzerland.
– Roger Makepeace, Michael Craig, Higher intensity exercise after encoding is more conducive to episodic memory retention than lower intensity exercise: A field study in endurance runners, PLoS One. 2024 Sep 13;19(9):e0308373. doi:10.1371/journal.pone.0308373.
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