I biscotti del podista

  
…energie targate Mulino Bianco…come in un gioco di specchi, non solo il momento della sera filtra i ricordi del pomeriggio anche ore prima nel frangente di gran fatica, la mente andava al ristoro serale come valvola d’accettazione superiore alla fatica…

I biscotti del podista

I ricordi del periodo agonistico tornano e con loro anche tutti gli aspetti di contorno, ma in ogni caso molto importanti.

Ricordo i periodi di allenamento che si facevano intensi, con razioni di carico con 140 km settimanali e la sera davanti alla tv, prima di andare a dormire, si rendeva necessaria la dose di biscotti giornaliera.

Un pacco di Macine del Mulino Bianco era rapidamente terminato o per evitare sensi di colpa al massimo 4 o 5 biscotti erano lasciati nella confezione.

Quei 4 o 5 biscotti rimanevano in fondo al pacchetto, salvo alzarsi nel cuore della notte per andare in bagno, o in preda ad un crampo notturno, per dar loro “il colpo finale”.

Il dubbio era fra Macine o Abbracci; un bel testa a testa, personalmente attribuisco la vittoria ai secondi. Spesso erano previste intrusioni da parte di Ritornelli e Pan di stelle ed occasionalmente da Tortorelle e Galletti.

Tra un biscotto e l’altro, ripassavano nella mente le immagini dell’allenamento sostenuto nel pomeriggio, magari 10×1000 metri con recupero di 1’40” in movimento o 18 km di ritmo medio o un collinare di 1h45’ finito nella solita bagarre fra compagni di allenamento.

Intanto su quel divano, pensando già all’allenamento del giorno dopo, i carboidrati targati Mulino Bianco, diventavano energie preziose per le fibre affamate di zuccheri.

Come in un gioco di specchi, non solo il momento della sera filtra i ricordi del pomeriggio anche ore prima nel frangente di gran fatica, la mente andava al ristoro serale come valvola d’accettazione superiore alla fatica.

Ho recentemente scoperto che le mie licenze serali sono abitudine frequente di atleti che alleno. Proprio ieri la seconda parte dell’allenamento non è stata impiegata per parlare dell’andamento della parte tecnica della seduta, ma appunto è stata dedicata alle prodezze alimentari.

I racconti di caffellatte e Macine o latte e Abbracci erano fatti con parole piene di passione e con gli occhi che brillavano.

E’ stata discussa inoltre la tecnica del morso ed abbiamo concordato che “la Macina” va mangiata tutta intera, dividerla in due è una mancanza di rispetto verso quella meravigliosa creatura che è. Difformità di pensiero c’è stata riguardo a come mangiare gli Abbracci, se prima la parte con il cacao o dividere a metà il biscotto.

Ricordo quando al ritorno dai lunghi allenamenti invernali in cui era prevista 2h di corsa lenta in cui erano coperti circa 30 km e quindi le riserve energetiche erano discretamente intaccate, il ritorno a casa era contraddistinto da una fame enorme.

Mi dicevo di stare tranquillo senza affaticare l’organismo con una digestione laboriosa; tanto poi avrei reintegrato le energie al momento della cena. Questa cosa non è mai riuscita, partendo sì con due mele, uno yogurt e dell’acqua o un succo di frutta; ma al termine di questo passavo alla moka per preparare un caffè, al pentolino per scaldare il latte ed ecco il mio caffelatte corredato da splendidi, profumati ed invitanti biscotti.

Devo confidare che vado orgoglioso di allenare chi si avvale di questo tipo d’aggiunta energetica.

Ad alcuni atleti che mi hanno chiesto consigli sull’integrazione, ho suggerito questa mia tecnica e devo dire che qualche adepto è cresciuto.

D’accordo, non è il consiglio migliore, da “esperto”, ci sono cibi più genuini e con potere energetico più alto, ma dopo le fatiche di km e km come negare questi piaceri?

Mi piace la professionalità in ogni aspetto legato alla nostra attività, ma qualche licenza è giusto concedercela ed allora sono convinto che la lotta si fa al doping, non al Mulino Bianco!

Il buon atleta, sono convinto che è anche un buongustaio e quindi non c’è da temere, saprà come regolarsi al tavolo della colazione, della merenda o dello spuntino prima della notte.

Per il podista professionista, prima allenamento con la massima concentrazione e poi biscotti per godere il piacere di gambe stanche e cuore felice.

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