
“…collegare direttamente le varie stagioni senza pause non è molto producente. Per evitare sovraccarichi occorre un periodo comunemente detto ”di transizione” dove un atleta può rigenerarsi e recuperare energie fisiche e soprattutto mentali. Staccare la spina non vuol dire però fermarsi o fare sport da poltrona…”
Periodi di transizione
L’intero anno agonistico dell’atletica è suddiviso in stagioni. Si conoscono in esse quella di campestre, indoor (gare al coperto), strada, pista, montagna e sono distribuite in determinati periodi dell’anno.
Nel caso di atleti specialisti è norma fare una lunga preparazione finalizzata all’individuale specialità, utilizzando i vari ”tipi di percorso su cui correre” come gare di passaggio e controllo della condizione.
Molti ”amatori” invece tendono a coprire un po’ tutte le forme di espressione dell’atletica, andando alla ricerca di molte più soddisfazioni possibili, senza considerare il fatto che le preparazioni per le varie specialità implicano un positivo sviluppo di tutte le capacità fisiche, muscolari e cardiologiche dell’atleta.
È importante sapere però che collegare direttamente le varie stagioni senza pause non è molto producente. Per evitare sovraccarichi occorre un periodo comunemente detto ”di transizione” dove un atleta può rigenerarsi e recuperare energie fisiche e soprattutto mentali. Staccare la spina non vuol dire però fermarsi o fare sport da poltrona, magari con qualche bibita o hot-dog, ma dedicarsi a quello che durante l’anno non può fare visto la preparazione e la necessità di non prendere rischi compromettenti e pericolosi come potrebbe essere una semplice partita di calcetto tra amici.
Cosa si deve fare allora? Si può fare tutto? Si! Basta usare la testa!!!
Via libera a scampagnate in bicicletta o alla tanto desiderata sfida con l’amico a tennis, la partita con “pizzata” finale a calcetto o anche , perchè no, a volley o a bocce. Attenzione però…l’importante è sempre quello di non farsi male e di ricercare un sano divertimento.
Se si ha la fortuna si saper nuotare perchè non approfittarne. Secondo la capacità natatoria si possono fare dai 20′ a un’ora di nuoto libero ricercando la scioltezza muscolare e la libertà mentale che solo il nuoto sa dare.

Per quanto riguarda la corsa è bene fare due o tre uscite settimanali ma con due consigli: il primo è quello di dimenticare volontariamente l’orologio a casa regalandosi quella libertà da vincoli cronometrici, la seconda è quello di andare alla scoperta di tutto ciò che ci circonda e corre sempre insieme a noi.
Scoprire la dimensione ambientale, sentire i profumi e vedere i colori nelle particolarità che ci accompagnano per tutto l’anno ci faranno ulteriormente innamorare e apprezzare il nostro sport e la natura che è sempre compagna delle nostre fatiche.
Daniele Zerini

