Intervista al podista

Le risposte di Stefano Brandinali

    Intervista: 10 domande al runner

    Stefano Brandinali

  • Qual è stato il miglior allenamento della tua carriera?

    • Un lungo “frazionato” , durante la preparazione della mia prima maratona (2 h a ritmo 4’40” rec 3’ + 5 km a ritmo 4’25” rec. 2’30” + 20’ di defaticamento a 4’40”), corso sotto la pioggia scrosciante, la Domenica di Pasqua, dispensando auguri ai pochissimi podisti incrociati lungo la strada, sperimentando una dimensione quasi “eroica” della corsa … purtroppo la bella seduta ha avuto effetti collaterali pessimi (una microfrattura al 4° metatarso, che mi ha costretto al riposo forzato per alcuni mesi), ma ho avuto per la prima volta la consapevolezza di poter completare una Maratona

  • E quello più duro che hai fatto?

    • Un doppio 12 km a ritmo gara, con un recupero di un km “a ritmo blando” (l’intera sessione è stata dunque: Corsa 20’ + 2 * 12km a 4’50” rec. 1000 mt a ritmo blando + Corsa 20’), gli ultimi km sono stati una battaglia con me stesso per non mollare … battaglia vinta, per fortuna!

  • Che percorsi prediligi fare in allenamento?

    • Tendenzialmente amo i percorsi su strada pianeggianti, perché mi permettono di avere un riscontro cronometrico comparabile con le altre sessioni di corsa “simili” (e dunque mi forniscono indicazioni sullo stato di forma o sulle aree di miglioramento), ma non disdegno qualche uscita collinare su fondo sterrato (dove il cronometro è meno significativo, ma si può entrare meglio in contatto con se stessi, immersi solo nei rumori della natura e dei propri passi)

  • Che tipo di allenamento preferisci?

    • Amo gli allenamenti di qualità, brevi ed intensi (ripetute, allunghi, allenamenti in salita, tecnica). I picchi di sforzo necessari in tali sessioni sono affaticanti ma … danno grande soddisfazione!

  • Ti piace di più allenarti da solo o in compagnia?

    • Nell’allenamento in solitaria si ha la possibilità di impostare il proprio passo a piacimento, senza necessità di adattarsi al ritmo degli altri. D’altra parte, gli allenamenti in compagnia (anche di podisti incontrati occasionalmente “in corsa”) sono sicuramente più piacevoli e divertenti, e restano maggiormente impressi nella memoria.

  • Qual è stata la tua miglior gara?

    • La mia prima Mezza Maratona sotto l’1h 30’, corsa “in casa” del mio allenatore a Torre del Lago, con la mia compagna ad attendermi all’arrivo … una gioia bellissima, dopo il traguardo ho pianto di felicità!

  • Quella più bella a cui hai partecipato?

    • Una corsa storica, la Milano-Pavia, gara di 33 km lungo il Naviglio Pavese, affrontata con una certa curiosità (anche per l’anomalia della distanza) senza particolari aspettative, e che si è rivelata km dopo km una gara bellissima, soprattutto per le sensazioni positive provate

  • Un aneddoto relativo ad una gara?

    • Alla Stramilano 2011 mi presento alla partenza con influenza e febbre, inizio a correre sognando un letto comodo ed un latte caldo, mi fermo più volte durante il percorso, e all’ultimo spugnaggio decido stremato di abbandonare … ma un podista (mai visto prima) rallenta, mi abbraccia affettuosamente e mi dice sorridendo “non ci si ferma mai al 17° km di una mezza” …. Risultato: sorrido anch’io, riparto, e corro gli ultimi 4 km sotto i 4’30”! Grazie a quel runner sconosciuto, ho chiuso quella gara e soprattutto … non mi fermerò mai più al 17° km di una Mezza!!

  • Ci racconti di un sogno relativo alla corsa?

    • Ritornare bambino per iniziare a correre in tenera età (ho cominciato dopo i 40 anni…!)

  • Cosa ti regala la corsa?

    Un concentrato di quello che ti regala la vita, sempre con una “seconda possibilità”

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