L’analisi dell’allenamento e delle gare


“…ore 8 di mattina, circuito ad anello di 1 km e tanta pazienza. Si inizia con i 2 km “lenti” tanto per riscaldarsi ancora un po’ e dopo 1h32′ e 32” finisco quello che per me è stato uno degli allenamenti più difficili da quando corro. Massimo Santucci conferma. Sono stanco ma contento. Ho bisogno di un massaggio…”

L’analisi dell’allenamento e delle gare

Riporto 3 pezzi che ha pubblicato Riccardo Balossino nel suo blog:

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In questi scritti si respira aria di corsa. Sono relazioni attente e competenti che fanno capire quanto sia importante la valutazione dell’atleta per conseguire le prestazioni. Fatica, concentrazione, determinazione…c’è tutto quanto.Allenare podisti come Balossino è un piacere perché il rapporto di fiducia reciproca è pieno. Quando esistono questi presupposti di solito i risultati non mancano.Il primo contributo è estivo e riguarda un 5000 metri “improvvisato”.Il secondo pezzo parla della 31 km di Parma corsa ad inizio settembre ed il terzo di un allenamento in funzione maratona per niente semplice da compiere.

1) Il giorno dopo il mio primo 5000 in pista nella manifestazione provinciale Fidal, c’è la felice consapevolezza di aver fatto un buon tempo (16′50”) ma anche un po’ di rimpianto per la sensazione di aver potuto fare anche meglio. I complimenti di Massimo Santucci, ovviamente, sono gratificanti soprattutto perché sinceri e motivati (“ci stiamo allenando per altre specialità; non abbiamo preparato assolutamente la distanza e mai abbiamo preso in considerazione i 5000 se non per divertirci un po’ e fissare un tempo che può tornare utile”).  E poi: “16′40” sono tranquillamente alla portata e con condizioni meteo migliori e su strada possiamo arrivare anche a 16′20”….”. Troppa grazia….
Considerazioni positive: l’approccio mentale alla gara, che sia corta, media o lunga, è sempre “aperto”, senza timori reverenziali nei confronti di atleti che sulla carta, soprattutto su certe distanze, dovrebbero essere più avanti di me. Ho imparato ad essere molto sincero con me stesso e ormai con margini di errore minimo riesco a capire quello che posso dare. Considerazioni negative: c’è stato un momento nella gara di ieri (4°km) che mi sono un po’ addormentato, diciamo che ho preso fiato, nel momento in cui mi ha raggiunto e passato…
In quel momento se fossi stato più attento, forse, avrei potuto portare a casa qualche secondo in meno. Comunque sia avanti col programma che mi deve portare a Carpi nelle condizioni migliori.

2) Se la gara di 31,8 km, disputata a Parma domenica scorsa doveva essere un probante test in vista della maratona di Carpi, ne sono uscito con un risultato in chiaro/scuro. Il tempo finale, come al solito è buono, ma le sensazioni nel finale non lo sono altrettanto. Ci sono diverse attenuanti (sono arrivato sabato da una vacanza in Sardegna e domenica ho gareggiato), ma ho fatto fatica a condurre la gara in progressione. Devo recuperare alla svelta la buona forma del periodo precedente. Santucci, allenatore ma anche un po’ psicologo, dice che va bene, che sarebbe impensabile ad un mese dalla prima maratona (la seconda sarà Milano) essere già a posto e che comunque in un allenamento di quasi 32km alla media di 3′53”/3′54” non c’è niente da buttare. Mi preoccupa un po’ il peso che è calato dopo la gara e che fatico a riprendere mettendo un po’ a repentaglio anche il pieno recupero muscolare. Comunque ora devo svolgere al meglio l’ultimo mese di “compiti” nella piena consapevolezza che mai come quest’anno mi sono allenato bene riuscendo ad avere buoni risultati dalle brevi alle lunghe distanze. Nella stagione 2007/2008 ho fatto il miglior tempo in maratona, nella mezza e ho fissato un buon personal best nei 5000 che mi avrebbe permesso agli assoluti master di aggiudicarmi il primo posto nella mia categoria. Fra 15 giorni compio 46 anni e non ho assolutamente voglia di fermarmi.

3) Qualche tempo fa definivo certi allenamenti “impossibili”, ora l’aggettivo è diventato “difficili”, “impegnativi” o tutt’al più “temuti”. Proprio ieri mi sono trovato al cospetto di uno di questi “lavori” (24km alternando 2km a 3′45” al km e 2km a 4′). Ore 8 di mattina, circuito ad anello di 1km e tanta pazienza. Si inizia con i 2km “lenti” tanto per riscaldarsi ancora un po’ e dopo 1h32′ e 32” finisco quello che per me è stato uno degli allenamenti più difficili da quando corro. Massimo Santucci conferma. Sono stanco ma contento. Ho bisogno di un massaggio.

 
Balossino durante una competizione 

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