Maratona di Atene: il racconto di Alessandra

Correre la Maratona di Atene

Atene, 10 novembre 2019 ore 5:00 del mattino: sveglia e colazione, è il gran giorno, il giorno della Maratona di Atene, The Authentic. Il giorno della gara è quello in cui i sacrifici di un anno (nonchè degli anni passati), ci danno l’occasione di aggiungere alla nostra collezione un’altra prestigiosa Maratona, dopo quelle di New York, Chicago, Berlino. Questa volta il sapore è leggermente diverso: parliamo della Maratona per eccellenza.

Ore 6:00, ritrovo nella hall dell’hotel per poi recarsi a piedi su una delle strade principali della città dove gli autobus, uno dietro l’altro, ci fanno salire per condurci alla città di Maratona. Da lì infatti partirà la storica corsa, per poi terminare al Panathinaikon Stadium, costruito interamente in marmo, in occasione delle prime olimpiadi moderne. Il tragitto è di circa un’ora, l’effettivo percorso della maratona, che tutti gli atleti correranno a ritroso.

Ad accoglierci tanta musica. Breve riscaldamento in attesa della partenza delle ore 9:00. Con molta sorpresa, uno speaker presenta in inglese, un’atleta fortissimo, tanto caro a noi italiani: Stefano Baldini, che correrà la maratona 15 anni dopo il trionfo olimpico del 2004. Ad oggi detiene la seconda prestazione di sempre su questo percorso in 2h10’55”. Fa molto piacere il suo augurio a tutti i runners di “una buona corsa”, ma soprattutto di un “buon divertimento”.

Parte la maratona.

I primi 10 km senza particolari difficoltà come atteso, su un percorso prevalentemente pianeggiante. Il caldo comincia a farsi sentire e la temperatura inizia a salire oltre i 20°C, fortunatamente il cielo inizia a coprirsi di nuvole proprio mentre sto iniziando il tratto più lungo e faticoso del percorso. Ci aspettano più di 25 km di dislivello intorno ai 225 metri, per poi iniziare ad alternare saliscendi fino all’ultimo tratto di gara, in teoria il più facile, se non fosse che avrò 42 km sulle gambe!

Come in nessun’altra maratona corsa finora, ho visto così tanti atleti fermi ai lati del percorso: chi in preda ai crampi, chi a farsi massaggiare o medicare, chi addirittura in barella. Come il mio coach Lorenzo Andreini mi ha sempre detto, la preparazione di una Maratona è sempre una sfida da preparare nei dettagli.

Ecco lo Stadio! Un’emozione incredibile entrare e correre su quella famosa pista! Gli ultimi 170 metri da correre! I più duri ma i più affascinanti. 4h27’05” il mio tempo. Un’altra splendida esperienza vissuta e un’altra Maratona aggiunta al mio palmares. Adesso, alla volta di Londra!

 

Foto copertina: www.viviesorridi.it

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