Il terreno, il bosco, i passaggi suggestivi…una corsa trail è sempre una scoperta
Montanaro Trail
Luogo: San Marcello Pistoiese
di Sara Paganucci
Sveglia alle 5:00, mi sono preparata e alle 5:30 mi sono passati a prendere Mauro e Michela.
Siamo passati da Bagni di Lucca e quando siamo arrivati a Popiglio, una battuta della assonnata Michela, ci ha fatto ridere tutto il giorno!
Arriviamo alle 7:00 facciamo subito colazione e andiamo al ritiro pettorale e controllo materiale obbligatorio; io sono partita con la solita divisa: sottanina e canottiera, ma quassù siamo tra lupi, è già un freddo cane!
Mi metto la t-shirt tecnica dell’Orecchiella che di solito uso nel dopo gara. Alle 7:30 parte la gara, circa una 70ina di partenti con un’alta percentuale femminile, oggi non ho pretese se non quella di arrivare senza creare tensioni muscolari; un po’ xké sono sempre provata dal Golfo dei poeti un po’ xké con così tante donne di sicuro non ho nessuna chance…io e Mauro, che la facciamo insieme, ci sistemiamo in fondo, proprio x ultimi e partiamo tranquilli, camminando sempre in salita e trotterellando quando possibile…il viaggio è lungo c’è tempo x tutto, basta dosare bene le energie.
I primi km li facciamo con una coppia di amici, lasciando andare il gruppone di testa, concentrandoci solo sulle belle sensazioni…
Il percorso è quasi interamente nel bosco, di faggi molto ben pulito, con 3/4 pettate stile Vertical e poi tutto salita e discesa, ma fattibile.
Alla prima discesa lascio andare le gambe senza forzare, prendendo velocità, divertendomi parecchio, e recuperando almeno una decina di posizioni.
Il sentiero è segnato bene, ci sono molte balisse ma a volte fatichiamo a notarle perché le hanno attaccate alte e il vento spostandole ce le nasconde…verso il 15° km Mauro si deve fermare un attimo io proseguo, arrivando ad un bivio dove, sbagliando avrei tirato dritto mentre una guardia della forestale mi indirizza a destra…aspetto Mauro x paura che sbagli, xké la guardia sta venendo via e il mio pensiero va a tutti quelli che arriveranno dopo, come faranno a rinvenirsi? Poi ora a ripensarci mi domando:”sarà stata una guardia? O un cacciatore indignato xké gli abbiamo invaso il bosco?”
Subito dopo poco devo fermarmi io per un attacco di mal di pancia, e sì che ieri sera ho mangiato in “bianco” x benino! Per fortuna è un caso isolato!
Arriviamo al 20° dov’è il 1° controllo, ci fermiamo a mangiare un po’ di frutta e a riempire le borraccine, e ammiriamo una bella macina di quelle che si usavano una volta.
In alcuni tratti, quando aggiriamo il monte, si alza un vento forte e freddo, e capiamo xké è obbligatorio il giacchettino, ma per pigrizia non ci fermiamo a vestirci, tanto appena si scolletta il vento si placa.
In salita perdiamo tanto a me bruciano i muscoli dietro le gambe, in discesa ci divertiamo; becco un sasso e faccio un “passaggio di palla” tra un piede e l’altro, beccando col sasso il malleolo sx, fa male ma non mi fermo, il dolore poi passa! (Scoprirò all’arrivo di essermi provocata un bell’ematoma).
I km passano ci fermiamo a tutti i ristori, e mi stupisco del fatto che non riusciamo a recuperare nessuno…e mi domando “ma il calo lo abbiamo solo noi?”, ci scherziamo su ribattezzandolo il “trail dei fenomeni”! Nonostante qualche doloretto (in discesa mi “buca” il ginocchio dx, ad ogni appoggio!), ormai so che fa parte del gioco, basta che “resista” fino alla fine, poi si vedrà!
Finalmente arriviamo in un punto elevato e panoramico dove riconosciamo alcune delle “nostre” vette, poi passaggio dal dynamo camp, dove vediamo tanti maialini e un cavallo.
Dietro di noi si intravede un trio di amici, che in salita quasi ci raggiunge ma poi in discesa noi ci lanciamo e li stacchiamo un po’.
Arriviamo al 1° paese, Piteglio, ci indicano il monte di fronte, dove sono le “torri”, noi dobbiamo arrivare là, passando prima attraverso il paese; e qui inizia il tour dei borghi con le salite ripide, in pietra, tipiche dei paesini di montagna…
da veri pellegrini iniziamo un gioco scherzoso contando tutte le immagini sacre, madonnine, crocifissi, santi ce ne sono tantissimi; quando arriviamo a Popiglio il prete, seduto davanti alla chiesa, scherzando ci da pure la benedizione, ci servirà perché la salita che ci aspetta è tremenda! Mentre saliamo penso a come fanno i paesani a portare su la spesa o la cesta delle legna, una signora si affaccia ci saluta e ci dice che le torri sono vicine; noi non le vedremo mai perché il percorso passa da un’altra parte; ci rispuntano il pettorale, mauro mi fa notare che ci sono stati tanti controlli ed io penso che è un bene, perché purtroppo nelle ultra mi è capitato di beccare gente mentre “tagliava” il percorso.
Finalmente si riscende, discesa impegnativa, tipo Vertical al contrario, rischiamo di scivolare un paio di volte ma poi, finalmente attraversiamo la strada e siamo al ponte sospeso, dove corriamo a braccia aperte per evitare di ferirci con viti e bulloni che lo tengono su; io mi diverto tantissimo, suono pure la campana…Mauro un po’ meno, mi confida che gli ha dato “un po’ noia”! Lo prendo un po’ in giro, e continuiamo…il giudice ci dice che ormai mancano solo 5 km.

Si risale su per uno stradello lastricato proprio stile pellegrinaggio ed arriviamo ad un attraversamento stradale dove facciamo l’enorme sbaglio di chiedere quanto manca, ci rispondono 9 km, questa cosa ci destabilizza mentalmente perché in lontananza si vede San Marcello e a occhio sembrano davvero più di 5 km! Io non ho nemmeno portato il Garmin, proprio perché volevo farla in tranquillità…a Mauro viene pure il dubbio di essere già passati da lì…io cerco di rassicurarlo, che quei signori ci stavano solo prendendo in giro; ma ormai il tarlo si è insinuato…e non abbiamo nemmeno più molta acqua!
Ci voltiamo e vediamo che il trio ci ha ripreso, e dico ad alta voce: “eh no è! Farsi superare proprio ora no, è! Non molliamo ora!” ; Mauro sta davanti sempre più silenzioso e serio, io attribuisco questa cosa alla stanchezza; scoprirò all’arrivo che il ponte sospeso ha provocato nausea a Mauro…ma lui è chioccone come me, non molla!
Raggiungiamo un operatore che ci dice che “la prox è l’ultima salita”, dai non si molla ora! Trotterelliamo a tratti anche in salita, poi finalmente la discesa, dietro abbiamo fatto il vuoto ma io sono un po’ in paranoia, l’anno scorso al corto una ragazza mi superò proprio vicino al traguardo (poi mi abbraccio’ e chiese scusa xké ero sempre stata davanti io…ma allora, proprio non avrei avuto più!) Quest’anno però, no eh!!!
Ultimi 2 km in discesa, a bomba (nel limite del possibile) con i morsi della fame allo stomaco, ma figuriamoci se perdo tempo a mangiare ora!
Una bimba ci accompagna con la bici al traguardo, manca poco, siamo quasi arrivati e Mauro si ferma…dolore al fianco dx…camminiamo un po’, dopo la curva c’è il gonfiabile, è lì… Ancora qualche passo, io mi volto indietro, possiamo stare tranquilli, non si vede nessuno!
Poi Mauro si sblocca, stringe i denti e ripartiamo correndo gli ultimi 100 mt per mano e tagliando il traguardo a braccia alzate! È finita! 8h17’21” un bel po’ prima dei nostri pronostici…
Mauro è bianchino, si va a sedere, io chiacchero con l’amica Laura, è arrivata 3°… io credo 13° scoprirò solo più tardi che invece sono 11°…ci diamo una sistemata, peccato non ci siano le docce, mi avrebbe fatto proprio bene!
Poi pranziamo Mauro non ce la fa a mangiare niente… Io mangio anche il suo, anche l’arrosto crudo! (E a me non piace la carne al sangue!).
Nonostante abbiamo pranzato alle 16 del pomeriggio, la sera alle 20, sono andata a cena con Max ed Emma….quei 2 km di fame aggressiva devono aver cambiato qualcosa al mio metabolismo!

