Scienza, mass media
ed attività fisica

Nemesi Medica
di Giovanni Carlo Lazzari
Attività fisica, salute e motivazione
I fattori ostacolanti
Un vecchio studio dell’università di Harvard su 17.000 allievi seguiti dal 1916 al 1950, ha mostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all’aumentare dell’esercizio fisico praticato fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali; all’aumentare dell’attività fisica il rischio di morte torna leggermente a salire. Lo studio di Harvard, seguito da numerosi più recenti, suggerisce che non solo è consigliabile fare sport, ma che questo è necessario per la salute.
Sebbene da anni la scienza e i mass media indichino l’attività fisica come una delle componenti fondamentali per il mantenimento del benessere psicofisico, vi sono ancora grandi fasce di popolazione italiana che vivono nella sedentarietà o con attività fisica comunque non sufficiente. Si parla di 38,3% di sedentari totali contro il 22,8% di praticanti continuativi*
Parlando con un collega che allena atleti semiprofessionisti, mi sono accorto che spesso, il maggior impegno e la più frequente difficoltà di un professionista del movimento non è dosare carichi e recuperi o scegliere il miglior tipo di esercizio.
La difficoltà, per esperienza, siede a monte: nel creare la motivazione che porta l’essere umano, dalla sua naturale inerzia alla “fatica volontaria”.

