“Spesso la causa del problema che affligge le persone è distante da dove si manifesta”
“Il male non è mai là dove si manifesta” dixit Mézières.
Il metodo Mezieres ha lo scopo di normalizzare secondo alcuni criteri la struttura di un corpo, lavorando essenzialmente tramite il gioco di retrazione e accorciamento delle catene muscolari colpevoli di tutti quei dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, ecc).
Questi dimorfismi sono quasi sempre la conseguenza delle tensioni e dell’accorciamento muscolare.
Ristabilendo l’equilibrio dei gruppi muscolari con il metodo Mézières si agisce sulla forma, armonizzandola.
In questo modo i vari disturbi regrediscono. In poche parole, se la forma di un corpo è deformata, la funzione dei muscoli e delle articolazioni è scorretta.
Colei che decodificò le regole alla base della scuola posturale è Françoise Mézières, una fisioterapista francese che dedicò gran parte della sua vita allo studio dell’anatomia umana e alla creazione di specifiche leggi alla base del metodo, che con gli anni si diffuse e prese per l’appunto il suo nome, metodo Mézières. Dai suoi studi e tramite i suoi allievi, il metodo si è diffuso in tutta Europa.
La rieducazione posturale Mezieres ha come scopo quindi quello di allentare le tensioni muscolari e ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati mettendo il paziente in posizioni facilitanti l’allungamento delle catene, esercitando una trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari ed impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni e gli adattamenti.
Risulta così evidente l’inutilità spesso di una terapia mirata esclusivamente ai sintomi, quando si parla di una patologia cronica instauratasi magari negli anni.

Svolgimento di un trattamento Mézières:
SCOPO: – allentare le tensioni muscolari – ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati
MEZZI: – mettendo il paziente nelle posizioni di stiramento globale, esercitando una trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari ed impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni – adattamenti (chiamate anche imbrogli).
Queste posizioni globali e totali devono essere tenute con grande rigore e per un tempo abbastanza lungo (a differenza dello stretching) e associate ad un lavoro d’espirazione che combatte le lordosi ed allunga il diaframma, anch’esso un muscolo molto importante per la statica.
Questo lavoro d’espirazione è un metodo supplementare e potente per intensificare la tensione delle differenti catene muscolari accorciate.
La terapia è organizzata in un ciclo di trattamenti individuali, differenziati in funzione delle esigenze terapeutiche e delle caratteristiche del soggetto.

Questo è quello che riporta Mézières
“Una mattina della primavera del 1947, quando vidi entrare nel mio ambulatorio una paziente che presentava un’importante cifosi ed una periartrite scapolo-omerale bilaterale, ero ben lontana dall’immaginare che la mia vita professione e la vita di numerosi malati stava per cambiare “. La paziente indossava un corsetto di cuoio e ferro che come unico risultato aveva procurato delle ecchimosi e delle ulcerazioni nei punti di maggiore contatto.
In un primo momento Françoise Mézières propose esercizi di “raddrizzamento” e di rinforzo della muscolatura dorsale in posizione seduta, ma la rigidità della paziente rese impossibile mantenere tale posizione.
Decise allora di sdraiarla a terra in posizione supina e spingendo sulle spalle nel tentativo di correggerne l’anteposizione, con grande stupore vide immediatamente comparire un’enorme lordosi lombare.
Per evitare di aggiungere un ulteriore problema a quelli già esistenti, Mézières cercò di impedire questa lordosi attraverso la retroversione del bacino, ottenuta con la flessione delle ginocchia sul ventre.
Con grande sorpresa vide che l’iperlordosi annullata a livello lombare si era spostata a livello cervicale e la testa della paziente si rovesciò completamente indietro, tanto che non le fu possibile riportare il mento vicino al collo.
Questo comportamento muscolare molto diverso da quello atteso, sconcertò a tal punto Mézières, all’epoca assolutamente convinta dell’esattezza dei principi ortodossi, che in un suo articolo ha scritto: “La porta della verità era davanti a me grande, aperta, ma rifiutavo di imboccarla e, non credendo a miei occhi, ripetei più volte l’esperimento e per ultimo davanti ad una collega” (F. Mézières).
I numerosissimi muscoli dorsali si comportavano come un solo muscolo, troppo forte e troppo corto, per cui ogni azione localizzata sia in accorciamento che in allungamento provocava istantaneamente l’accorciamento dell’insieme della muscolatura.
In seguito, attraverso l’attento studio dell’anatomia, spiegò il perché di quel comportamento muscolare: i muscoli poliarticolari posteriori sono embricati tra loro, vale a dire che si sovrappongono come le tegole di un tetto formando così una CATENA MUSCOLARE.
Françoise Mézières ha evidenziato 4 catene muscolari:
- CATENA POSTERIORE;
- CATENA ANTERO-INTERIORE;
- CATENA BRACHIALE ANTERIORE;
- CATENA ANTERIORE DEL COLLO.
Queste catene sempre ipertoniche ed in costante retrazione, sono la causa di tutti i nostri dismorfismi: scoliosi, dorso curvo, periartriti, sciatalgie, ernie discali, artrosi, gambe vare, valghe, alluce valgo, ecc. ecc.
Che cos’è un dismorfismo?
Non è altro che un’alterazione della forma normale.

