Salite…salite…discese…

“…questa è la mia energia come gli alberi che si nutrono dalla terra io mi nutro di quei passi…”

Salite ..salite ..salite.. discese.. discese.. discese..

Oggi vorrei fare un regalo a te che sei il mio Mister, mi hai atteso per quasi un anno, hai percepito le mie delusioni, le fatiche, la lotta alle gambe che non girano.

Mi hai visto che non andavo e serenamente hai taciuto, sai che il nostro studio è la mia casa che ha vinto su tutto e su tutti, che è la mia scelta che con coraggio e dedizione portiamo avanti, sai anche tutto il resto, oggi penso a te e dopo un anno ci provo.

Parto e vicino a me c’è Armando che mi riprende un paio di volte sulla necessità di concentrazione,

non ho tutti i chilometri nelle gambe, sono a serbatoio ridotto, se non trovo il ritmo e strappo lo ripagherò, devo sfruttare tutto e tirarlo fuori metro dopo metro .

Mi placo , forse sento un poco la pressione, mi viene in mente il mio “cartoon” preferito “Machi..Machi” e sorrido.

Sono determinata non mollo, comincia a ventilare tra i podisti che la corsa sarà più lunga di 1000 metri per dei lavori sulla strada, stringo i denti, ho paura di scoppiare, il ritmo per le mie gambe è alto, 4’45” fino alla base della Fortezza, la grinta mi trasforma, abbasso gli occhi , mi assetto meglio che posso, vado.

Inizia la salita, Armando mi lascia, deve correre questa corsa con un altro ritmo la sua meta è molto più alta di una corsa con le salite quest’anno ha la corsa delle corse…la Pistoia Abetone. Con un tono rilassato e rassicurante mi dice ti devo lasciare non posso esserti più d’aiuto ma tu vai…vai, la corsa si fa solitaria, ogni cosa ha il suo tempo, ogni cosa arriva quando deve, ho sempre avuto necessità di un traino, adesso sono sola.

E’ vero che correre in due è più facile ma nella vita ogni tanto la corsa che fai è solitaria, spesso per fortuna ti avvicini, condividi, respiri l’aria insieme ad altri, altre volte sei da te ed è lì che si impara, ed è lì che si provano le parole che si sono sempre enunciate….

Il passo rallenta, 5′ al chilometro e sulla punta della salita e’ anche più lento … Arrivo fino in cima, sono accanto ad una ragazza che ha delle frasi scritte sulla maglia, sono in uno stato di semi trance.. non riesco, come faccio di solito, a parlare a conoscere a guardarmi intorno.

Non è la difficoltà che mi porta a non farlo è una scelta, come sempre, ogni giorno della vita si sceglie di fare bene o male, di ridere o disperarsi, di reagire o affogare, di innervosirsi o risolvere, oggi c’è l’impegno di portare a termine un desiderio. Sono cambiata, ho fatto un altro passo, per me.

I desideri si sudano e ci vuole molta passione e semplicità.

Questa è una delle differenze tra te e me, non ti vedo .. non ti vedo più, pensare che sei stato come un pezzo di carta che si strappa, come uno sparo centrale in mezzo al cuore, un dolore…Adesso sei un ringraziamento ai miei errori, alle mie valutazioni, al mio “un modo si troverà”, ma sei anche la certezza della mia resistenza e della mia caparbietà.

Oggi c’è felicità e voglia di star bene, ci sono amici, macchine tutti insieme, cose che era molto che non facevo, oggi tengo i contatti, organizzo, e sono sempre insieme a qualcuno, è piacevole, non si parla sempre e solo di corsa. Nelle auto l’ironia è a filo di autostrada..tutti zitti e appena preso il ticket diventa come se ci immergessimo nel territorio di Peter Pan …zona neutra …via alle cavolate.

Oggi posso dire di sentirmi di nuovo una donna con le sue corse.

Mi sveglio presto e sono attiva quasi subito, riposo le ore giuste per affrontare la preparazione e la vita di tutti i giorni, mi sorprendo di me… faccio colazione con biscotti tutti i giorni, salto con serenità gli aperitivi fissi che mi vengono a noia, chiamo Marcella per il buon giorno, porto Mattia a spasso mentre ancora “chiacchero” ridendo come una matta, ..l’architetto non scherza mi tira le cuoia…anche lei si allena, condividiamo questa passione e forse proveremo anche gare a staffetta.

Prepararmi mi ha dato stimoli, mi sono regalata silenzi di fatica e sorrisi di riuscita ogni allenamento è stata una prova, questa è la mia energia come gli alberi che si nutrono dalla terra io mi nutro di quei passi, e da lì imparo la voglia di resistere senza arroganza, la corsa si conquista con umiltà, l’ho già scritto una volta .. il miglior psicoterapeuta che abbia mai incontrato.

Sto bene, sono io, mi vedo.

In tutto questo tempo tra pensieri e passi sono arrivata alla discesa..parte la tecnica che conosco poco, ragiono che mi dovrò affinare, mi sento rallentare e ho anche un po’ di timore per le ginocchia ci sono state due salite forti e come la matematica vuole adesso ci sono due discese ripide….stringo il passo ma sento di non saper fare, cambio il rimo…

Mi avvicino ad un ragazzo che dice di essere un triathleta, ormai ci vado d’accordo, la discesa si è fatta più regolare…. ma siamo sempre in discesa.

Andiamo come matti , altro che regolarità non capisco che mi è preso sembro davvero “Machi Machi” quando va con la sua “Machi bicicletta”.

Inizia la stanchezza, lo sapevo, si sta per avvicinare il diciassettesimo chilometro…ho un momento di sconforto ..riparto ..entro in una vietta sterrata con dei Pioppi..è bellissima..ma non la vedo molto, è caldo le spugne sono finite..comincio a sentire le voci , la gente bordo strada, ho un guizzo,

sentire le voci fa sempre bene…Ci sono …vedo il traguardo…lo conquisto è per te mister .. e per te Marcella.. e per me e per tutti quelli che credono che si può rinascere, che la vita è fatta di cose da provare, che l’amore non ha una forma sola ma che come l’acqua si plasma ma non si sposta.

Io amo la mia corsa.

Valentina

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