Il tricipite surale, o tricipite della sura, è il gruppo muscolare costituito dai due capi del muscolo gastrocnemio (mediale e laterale) e dal muscolo soleo. Il gastrocnemio origina appena sopra i due condili femorali mentre il soleo dal bordo mediale della tibia, dalla testa del perone e dall’adiacente membrana interossea. Entrambi i muscoli presentano una lamina tendinea di transizione denominata aponeurosi che riceve l’inserzione delle fibre muscolari e confluisce sul tendine calcaneale. Il punto in cui l’aponeurosi del gastrocnemio e quella del calcagno vanno a unirsi può variare da soggetto a soggetto con le relative differenze dal punto di vista funzionale. Il tricipite surale consente i movimenti di flessione plantare del piede ma il gastrocnemio, avendo come punto di origine i condili femorali, partecipa anche alla flessione della gamba sulla coscia.
Il gastrocnemio è caratterizzato dalla prevalenza di fibre a contrazione rapida (tipo II), mentre il soleo presenta principalmente fibre a contrazione lenta (tipo I).
Questa distinzione determina una differente funzionalità nelle discipline sportive: il gastrocnemio contribuisce maggiormente ai gesti in cui sono richieste velocità e potenza, mentre il soleo riveste un ruolo chiave nel mantenimento della postura e nelle attività di resistenza come la corsa di lunga durata.
Una ricerca ha evidenziato come le differenze anatomiche e morfologiche del tricipite surale tra i corridori possano influenzare significativamente la prestazione. Sembra infatti che gli atleti che presentano un gastrocnemio in proporzione più ipertrofico rispetto al soleo siano caratterizzati da una soglia anaerobica più bassa a causa della predominanza delle fibre a contrazione rapida (glicolitiche), che rispetto a quelle lente (ossidative), sono notoriamente meno efficienti nel metabolismo dell’acido lattico. D’altra parte gli atleti che presentano un maggior trofismo del soleo risulterebbero più competitivi nelle discipline di mezzofondo e fondo, grazie alla predominanza di fibre lente, ricche di mitocondri e capaci di gestire il lattato in modo più efficace.
Un’interessante caratteristica del tricipite della sura è data dall’angolo di pennazione che indica l’orientamento delle fibre muscolari rispetto all’asse del tendine o del muscolo stesso. Per angoli superiori, cambiano le caratteristiche morfo funzionali della struttura prediligendo la forza rispetto alla velocità di contrazione o al range di movimento. L’opposto avviene quando le fibre seguono l’asse del muscolo; in tal caso la flessione plantare avverrà più velocemente e con un’escursione maggiore.
Gli infortuni a livello del tricipite della sura negli atleti di endurance molto spesso riguardano il muscolo soleo. Sono molto comuni infatti le sindromi da overuse, tipiche di chi si diletta in lunghe camminate o corse a bassa intensità. Molto spesso questa condizione viene sottovalutata poiché l’insorgenza è graduale nella maggior parte dei casi. Può capitare che dopo un primo accertamento diagnostico sfruttando l’ecografia non sia possibile arrivare a una valutazione sufficientemente completa, di conseguenza non è rara la necessità di ricorrere alla risonanza magnetica che offre la possibilità di visionare più nel dettaglio il soleo.
Alcuni fastidi che possono lamentare gli atleti che presentano una condizione di overuse del soleo prevedono una sensazione di gonfiore, limitazione funzionale, rigidità o dolore eventualmente esteso alle strutture superiori come ginocchio e anca. La localizzazione del dolore solitamente è sul versante mediale-posteriore del polpaccio ma potrebbe insorgere anche più lateralmente a seconda della sede in cui è avvenuta la lesione.
Gli infortuni a livello del gastrocnemio sono notoriamente più frequenti negli atleti che praticano sport di potenza. Il trauma solitamente avviene a seguito di un’improvvisa contrazione a partire da uno stato di allungamento del muscolo, come nel caso di gesti esplosivi. Contrariamente alla condizione di overuse del soleo, caratterizzata da un’insorgenza graduale e progressiva, gli infortuni del gastrocnemio avvengono nell’immediato e le più delle volte obbligano l’atleta a interrompere l’attività fino al recupero di una buona funzionalità muscolare.
Tra le strategie che possiamo adottare fin da subito per trattare le problematiche del tricipite surale figura il protocollo PRICE che prevede vari step, ossia: protezione della struttura coinvolta, riposo dall’attività, applicazione di ghiaccio, compressione ed elevazione per ridurre edema e sanguinamento. L’assunzione di farmaci antinfiammatori dovrebbe essere effettuata solo dopo il consulto di un medico, in quanto dosaggi inadeguati potrebbero interferire nel processo di guarigione. Il ritorno all’attività impone un’attenta pianificazione poiché è fondamentale un percorso volto a riprendere mobilità e forza, così da scongiurare eventuali recidive.
Gabriel Carli
Bibliografia:
– “Aspetar sports medicine journal”
https://journal.aspetar.com/en/archive/volume-14-targeted-topic-imaging-in-sports-medicine/calf-muscle-injuries-in-the-athlete
– Y. Atomi, T. Fukunaga, H. Hatta,Y.Yamamoto, Relationship between lactate threshold during running and relative gastrocnemius area, Journal of Applied Physiology, Dec. 1987, DOI: 10.1152/jappl.1987.63.6.2343
– Frederic H. Martini, Robert B. Tallitsch, Judi L. Nath, Anatomia umana, Edises edizioni, 2019.
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