Tiroide e alimentazione

tiroide e alimentazione

I problemi e le malattie alla tiroide sono in netto aumento negli ultimi anni, e oltre alle terapie abituali, è possibile affrontare questa patologia scegliendo una dieta che favorisca la ripresa della normale funzionalità di questa importante ghiandola, sia nel caso che tale attività sia carente, sia che, al contrario, risulti eccessiva.

L’alimentazione è sicuramente importante e a volte addirittura fondamentale (ad esempio per il possibile ruolo svolto dal glutine nello scatenare o nel mantenere un’infiammazione autoimmune, come in caso di tiroidite di hashimoto), ma se siamo di fronte a un ipotiroidismo piuttosto conclamato, la sola dieta non è in grado di compensare la carenza di ormoni tiroidei e ma va comunque integrata con gli opportuni interventi terapeutici con la tiroxina sintetica.

In caso di ipotiroidismo è opportuno ridurre alcuni alimenti, come ad esempio i cibi integrali (per l’alto contenuto in fibre), sono in grado di interferire in modo particolarmente importante con l’assorbimento della levotiroxina e vanno assunti con attenzione.

Anche il latte e caffè possono interferire negativamente; in particolare il latte esercita una duplice azione: da un lato neutralizza l’acidità gastrica utile per l’assorbimento intestinale, dall’altro contiene aminoacidi che ostacolano l’assorbimento della tiroxina.

In generale vanno limitati il più possibile l’assunzione di acidi grassi saturi animali come latte, formaggi, burro, uova, carne, salumi.

Ridurre il consumo di acidi grassi della serie omega 6 (promuovono la sintesi di acido arachidonico) come olio di soia, olio di girasole, olio di mais, olio di sesamo, olio di semi vari, margarina, maionese, semi di girasole.

Va invece incrementato il consumo di cibi ricchi di acidi grassi polinsaturi della serie omega 3 (riducono la sintesi di molecole infiammatorie e svolgono una potente attività antinfiammatoria): olio di lino (che deve essere usato solo a crudo), semi di lino, noci, rosmarino ed origano secco, semi di zucca, fagioli di soia, portulaca, mandorle e nocciole.

Va usato molto zenzero, dalla azione antinfiammatoria e la verdura come broccoli, spinaci e rape, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, ravanello e molta frutta. Il cocco è molto utile in quanto stimola il funzionamento tiroideo.

Iodio e selenio sono molto importanti nell’equilibrare la tiroide. L’organismo per poter funzionare bene ha bisogno di circa 150-200 microgrammi di iodio al giorno, pari alla quantità che eliminiamo quotidianamente con le urine.

L’apporto principale avviene attraverso l’assunzione di acqua, elementi addizionati con iodio (sale), e una dieta ricca cibi che lo contengono come frutti di mare, crostacei, alghe e pesce, preferibilmente quello azzurro (sardine, sgombri etc).

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