Madrid, 22 giugno 2018. Ci troviamo al Municipal Sports Center Moratalaz.
Nella capitale spagnola si svolge la trentasettesima edizione dell’annuale meeting di atletica leggera. È la sesta tappa del circuito IAAF World Challenge 2018.
Tanti i protagonisti al via. Noi ci concentreremo su un atleta, su un ragazzo di soli 20 anni, che sta per entrare di diritto nella storia dell’atletica leggera italiana.
Il protagonista
La star del nostro racconto è nata a Milano, il 15 giugno del 1998. Si chiama Filippo Tortu. Nato da padre sardo e madre lombarda, il giovane Filippo cresce a Costa Lambro, una piccola frazione di Carate Brianza. Inizia a praticare atletica leggera nel 2006, all’età di 8 anni.
22/06/2018, Madrid
Adesso torniamo a quel giorno di inizio estate del 2018.
Quel giovane, ed esile, ragazzo si è fatto uomo ed è sui blocchi di partenza di una gara di 100 metri. È diventato un fior di velocista con un palmarès notevole: campione europeo under 20 a Grosseto nel 2017 e vicecampione mondiale, sempre under 20, a Bydgoszcz un anno prima.
Filippo è concentrato e guarda davanti a sé.
Sono i 100 metri piani. Forse la gara più iconica – maratona permettendo – dell’atletica leggera. Un palcoscenico che, in quegli anni, ha visto fare ad un giamaicano – un certo Usain Bolt di cui sicuramente avrete sentito parlare – cose che non si erano mai viste prima nel panorama della velocità.
Il velocista delle Fiamme Gialle è sui blocchi di partenza.
Non sarà una gara facile. Tra gli ‘avversari’ di giornata c’è Akani Simbine, un sudafricano di indiscusso valore, capace di essere tre volte finalista olimpico e altrettante volte finalista mondiale.
I 100 metri, un battito di ciglia
Ai vostri posti. Pronti. Via.
Tortu esce benissimo dai blocchi: un mix di potenza e leggerezza.
A metà rettilineo è secondo, solo dietro al cinese Su Bingtian.
Una continua progressione, falcate ampie e decise. Filippo taglia il traguardo alle spalle dell’orientale mentre Simbine si piazza al terzo posto.
Filippo, sei nella storia
Il cronometro si è fermato a 9.91 (vento +0.2) che sancisce la vittoria del cinese Su.
Qualche secondo di attesa che si trasforma in un’esplosione di gioia quando appare il responso di Filippo sul maxischermo. Un risultato a tre cifre: 9.99.
Tortu non sembra crederci e abbraccia tutti: il fratello Giacomo, il suo numeroso team e, per ultimo, il suo manager: coach-papà Salvino.
È un momento intenso, splendido e struggente.
Filippo è il primo italiano a scendere sotto i 10 secondi nei 100 metri piani; il terzo atleta bianco a riuscire nell’impresa.
Batte lo storico – e longevo – primato dell’immenso Pietro Mennea stabilito il 4 settembre 1979 a Città del Messico con un monumentale 10.01.
Il velocista italiano è ufficialmente nella storia della nostra atletica leggera. Un risultato straordinario che valorizzerà una carriera densa di soddisfazioni e grandi vittorie.
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