Trail Monti Pisani, il racconto di Sara

trail monti pisani

20 Marzo 2016 – La mia Ultra dei Monti Pisani

di Sara Paganucci

Alle 6:30 mi vengono a prendere Mauro e Michela, mi girano già le palle a 2000, per motivi che non starò qui ad elencare, mi sono iscritta per insistenza di un amico, se no ne avrei fatto anche a meno, primo perché sono nelle spese e secondo perché inizio ad essere stanchina.

Al ritiro pettorali ci perdiamo già di vista, intanto mi vado a cambiare, li rivedrò dopo.

Infatti li ritrovo giusto il tempo di fare una foto, poi faccio un po’ di riscaldamento con Jessica e Andrea.

Alle otto lo start, le gambe inizialmente non girano, poi si sciolgono un po’.

Procedo da sola, qualcuno mi dice che quest’anno il percorso è cambiato, speriamo sia segnato bene!

I primi km sono tutti in salita, dopo un’ora inizio a mangiare qualcosa, salto il primo ristoro, verso il 15° mi recuperano e superano Mauro e Michela; ma più o meno sono lì, a vista…salto il secondo ristoro, con me ho tutto quello che mi serve.

Comincia la discesa, tecnica, in single track di bosco, riesco a superare tre donne che rallentano x paura; io qui invece mi diverto tantissimo, se fossero tutte in discesa così le gare!

Mi lancio in picchiata, spalancando le braccia ogni tanto, neanche chi mi vede, ma a me sembra di volare!

Mauro e Michela sono rimasti indietro non li vedrò più, nemmeno al bivio dove c’è il terzo ristoro in cui mi fermo, ricarico le borracce e mangio una bella striscia di focaccia.

Si risale, in salita non vado, mi riposo e penso “belle mie ripetute!” in discesa mi diverto.

Il percorso fino ad un certo punto è uguale a quello dell’anno scorso ci sono 4/5 salite ripide seguite da discese ardite e tecniche, più sentieri e meno strada bianca.

Il passaggio nel bosco di stipe è bellissimo, mi affascina come lo scorso anno; dopo arriviamo a un monte di cui non so il nome che lo scorso anno abbiamo percorso in senso contrario a scendere; lassù in cima vedo una donna, dopo tanto che son da sola vedo anima viva.

In discesa la recupero, scambio due battute, e supero…lei è l’opposto di me tira in salita e va in crisi in discesa!

Percorriamo un sentierino stretto, esposto, da qui si vede il teatro romano di San Giuliano; arrivo in cima e salto da un sasso all’altro, divertente ma doloroso per i piedi; inizio a scendere e mi ritrovo al ristoro dove gli amici “pisani” mi acclamano e mi tentano con una salsiccia alla brace.

Altri 10 km e siamo a Mirteto, dov’è l’altro ristoro, speravo di scansarmelo e invece…mangio pane e marmellata e mi incammino su per l’ultima pettata, una salita stile Vertical di 1,2 km…qui Alexandra mi supera e mi saluta, la lascio andare tanto dopo è tutta discesa e anche tecnica e scivolosa…

In cima alla salita rimangio qualcosa, e poi inizio a scendere con calma xké qui ti si sgretola il terreno sotto ai piedi…ad un certo punto mi si appanna la vista e scivolo; sbatto più volte gli occhi, forse il riverbero della luce.

Mi rialzo e dopo pochi metri di nuovo, mi alzo ed inizio a vedere tutto bianco, cado di nuovo e quando mi alzo sento un formicolio crescente alle braccia e poi alle mani..mi prende un colpo: “non sarà mica un infarto?” Mancano sempre 4 o 5 km e sono da sola in mezzo al nulla, mangio lentamente delle mandorle che ho in tasca e la vista un po’ mi si schiarisce; mi rimetto in moto e cerco di raggiungere il traguardo il prima possibile.

Al gonfiabile ci arrivo barcollando e quando mi fermo non riescono nemmeno a mettermi la medaglia al collo xké vado giù come un salame, mi prendono al volo e mi caricano in ambulanza dove dottori, organizzatori e operatori della Misericordia si accertano che mi riprenda.

Per fortuna non è stato niente di grave, ma lo spavento è stato grande…Max ed Emma mi accompagnano a fare la doccia e a mangiare; prima di andarmene passo a ringraziare gli organizzatori e a chiedere la mia posizione, sono arrivata 8° assoluta; loro mi salutano calorosamente rincuorandosi del fatto che sto meglio ed ho ripreso colore.

Oggi mi sento ancora un po’ debole e tutta stroncolata, il camelbak mi ha lacerato il collo e mi sono venute pure due herpes sul labbro…ora proporrei un po’ di riposo dalle gare, x ricaricarmi ed arrivare più forte per il nostro obbiettivo!

Non c’è verso…non vi libererete tanto facilmente di me!

Talebana ultrarunner 😛

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