Trail Walser, Monte Rosa: il racconto

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Alcuni pezzi presi in libertà dal racconto di Giovanni, partecipante al Walser Trail

Valle d’Aosta 30-31 Luglio 2016 – Walser Trail

30 Luglio – Primo Giorno, da Viareggio a Gressoney-la-Trinitè

Trail sul Monte rosa….il viaggio se ne va via leggero. La mia pandina fa il suo dovere, il finestrino aperto fa circolare un poco d’aria, la musica in sottofondo riempie il silenzio e i pensieri se ne vanno per la loro strada….

Arrivo al B&B intorno a mezzogiorno…il posto è carino e pulito, per i miei gusti è ok. Forse, giusto tutte quelle statuette di gnomi che continuano a guardarmi mi incutono una certa soggezione ma da un B&B chiamato “La casa degli gnomi” probabilmente non avrei dovuto aspettarmi niente di troppo diverso.

Rimonto in macchina ed arrivo piuttosto facilmente al villaggio per il ritiro pettorale.

Ritiro il pacco all’interno di una bella struttura in pietra e legno scuro. Qui l’architettura è molto caratteristica, mi ricorda molto quella che ho trovato nelle ultima gare trentine. Il paesaggio stesso somiglia abbastanza a quello dolomitico, pendii verticali impervi, coperti da boschi di abeti intervallati da campi verdissimi. Sullo sfondo poi il bianco dei ghiaccia del monte Rosa…ogni volta che capito da queste parti non posso che ricordarmi di quanto amo queste montagne sin dal profondo del cuore…

Me ne girottolo un poco, ci sono un sacco di sentieri che si dipanano intorno all’area di partenza/arrivo…ne prendo uno sterrato, piuttosto grande che si sviluppa lungo il corso di un ruscello carico d’acqua bianchissima che scende dalle montagne e taglia a metà il paese di Gressoney. Ne seguo un tratto, convinto che sia parte del percorso che affronteremo domani. Le indicazioni a terra in effetti ci sono anche se non mi è chiaro a quale trail si riferiscano. Il mio, quello da 20 km, partirà domani mattina alle 11.00, ma prima saremo anticipati dai runner della 50 km. I mitici atleti della 114 km invece sono già partiti stamani alle 5.00….ne ho incontrato alcuni lungo la strada mentre salivo verso Gressoney….li ho guardati incuriosito…li ho visti bene, anche se ormai stavano correndo da più di 7 ore…assurdo…per questo li invidio profondamente e li stimo…

La sveglia domani è per le otto, spero che il sonno arrivi alla svelta, ultimamente si è fatto desiderare un poco troppo per i miei gusti…speriamo che l’aria di montagna faccia bene anche a questo..

31 Luglio – Secondo Giorno, da Gressoney-la-Trinità a Viareggio

La nottata scorre lenta. Tanto per cambiare il sonno va e viene…il letto è comodo, il cuscino dell’altezza giusta, le finestre aperte fanno circolare una piacevole aria fresca, tanto che ad una certa ora, una coperta addosso non ci sta neppure troppo male. Fa quasi freddo. Forse è la provinciale che scorre proprio sotto la mia finestra…almeno un paio di volte mi sveglio per colpa di qualche macchina che sfreccia a velocità esagerata..so che il rumore di quei motori si è insinuato all’interno dei miei sogni..ma vatti a ricordare sotto quali mentite spoglie…

In compenso posso ascoltare il temporale che si abbatte sui monti..non è lontanissimo e ad un certo punto la pioggia comincia a scendere anche sul B&B. Ottimo, ho tutto quello che mi serve per correre anche col brutto tempo ma, testone che sono, ho visto bene di non portar nemmeno un ombrello per il dopo gara…ancora non lo so, ma alla fine, la pioggia della notte non lascerà grandi segni…giusto qualche bozzo lungo la prima parte della gara, ma niente più…

A mattino, ora della sveglia, comunque non piove più…il cielo è ancora grigio ma non troppo scuro…non vedo minaccia di nuova pioggia…e non mi sbaglio…

Colazione, un saluto alla padrona di casa, e poi via a Gressoney dove arrivo un’oretta prima della partenza.

Oggi il paese è decisamente più vivo. Gli atleti e le loro famiglie, i tifosi, gli abitanti e i semplici curiosi si stanno radunando in zona partenza. Faccio due scoperte…la partenza non è alle 11.00 ma un quarto d’ora dopo. Per una persona normale non cambia nulla, ma per il mio stomaco, in preda al solito subbuglio pregara, il colpo è forte. Ma resisto, stoico. La seconda scoperta è che il percorso è cambiato e tutta l’altimetria che mi ero scaricata e studiata puntigliosamente è da buttare. Non torna proprio niente. E al 15esimo km circa vedo una cosetta che mi piace poco. Ma ci tornerò.

Finalmente ci accalchiamo verso il gonfiabile rosso della partenza. Io coma al solito me ne sto in centro gruppo, non mi va di farmi calpestare dai primi scalmanati che partiranno come se non ci fosse un domani.

Conto alla rovescia e si parte..niente colpo di pistola però, peccato. I primi km sono veloci, almeno sino a metà gara corriamo nel verde alternato a brevi tratti di asfalto. Saliamo e scendiamo ma sempre per poche decine di metri lungo un sentiero tracciato in mezzo a campi verdissimi. Superiamo qualche agglomerato di case, alcuni ruscelletti che scendono dalle montagne e poche abetaie, purtroppo sempre troppo piccole per poterne godere a pieno. Al sesto km sono attaccato ad un gruppetto che viene via di buon passo quando ad un bivio, sorpreso, decido di prendere a destra. Ovviamente sono l’unico a farlo ma non mi preoccupo, i sentieri sembrano ricongiungersi più avanti, almeno fino a quando, non facendolo, decido di tagliare per una campo coperto di alta vegetazione incolta per ritornare sul sentiero previsto. Non so che piante ci fossero in quel campo, ma a giudicare dalle mie gambe, direi che di sicuro almeno dell’ortica doveva esserci.

Primo ristoro ben fornito e si riparte. Ovviamente con la deviazione imprevista ho perso i compagni del primo gruppetto ma ne trovo altri, per fortuna più tranquilli. Come me si fermano a bere ve mangiare senza troppe ansie…poi si riparte tutti assieme.

Dopo il decimo km iniziamo a salire in modo più convinto. Affrontiamo due, tre belle rampe ma tutte abbastanza brevi, mai più lunghe di qualche centinaio di metri. Saliamo comunque quel tanto che basta per osservare la valle dall’alto. Stiamo già tornando indietro, sul lato opposto rispetto a quello appena percorso e qui la vegetazione è più fitta, finalmente il percorso comincia ad assomigliare a quei percorsi montani che più mi piacciono. Purtroppo però ben presto cominciamo a scendere nuovamente per costeggiare un laghetto già incontrato all’andata. Nella discesa faccio in tempo a soccorrere un ragazzo che correva subito dietro di me…ad un certo momento lo sento urlare, mi giro e me lo trovo lungo e disteso in mezzo al sentiero sassoso…poveretto, deve aver preso una bella botta…ci fermiamo qualche minuto ma sembra star bene e posso ripartire…lo ritroverò alle docce dopo la fine della gara…è un maestro di sci piemontese, dolorante per il colpo ma tutto intero…nonostante tutto ha finito la gara ed è soddisfatto…dice di essersi distratto per bere ma secondo me la maglietta del Torino che indossa non gli ha portato bene…comunque non me la sento di farglielo notare…

Dodicesimo km, ristoro fondamentale per me perché il caldo mi sta sfinendo e le gambe cominciano a lasciarmi. Ancora tre km di continui sali scendiamo non troppo impegnativi (almeno per uno che avesse ancora benzina in corpo).

Siamo al 15esimo, tre quarti di gara…ahimè scopro che la nuova altimetria vista per caso questa mattina era giusta. Inizia un vero e proprio vertical che ci porterà al km 16.2. Non so esattamente di quanto saliamo ma penso che il dislivello si aggiri intorno ai 400 m. La strada è un sentiero fatto a gradoni, esposto al sole nella seconda metà. Già, perché nel frattempo le nuvole hanno lasciato il posto al bel tempo. Ed al caldo. Non quello umido ed afoso delle nostre parti, ma a me sinceramente il caldo, quando corro, non piace in nessuna forma.

La salita è lunga e difficile, sia per le gambe che per la testa. Siamo un bel gruppetto e ci sorpassiamo e controsorpassiamo più volte. Verso la metà dell’ascesa però la fatica mi fa perdere un poco il controllo della testa…dio quanto mi manca…Alla fine comunque ne veniamo a capo, anche se ci servono più di 20 minuti per salire quel km o poco più. Corsa? Sono fiero di me, nemmeno un metro di corsa in tutto il tratto vertical. Ultimo ristoro. Sono cotto ed ho paura di non averne abbastanza per percorrere i 4 km che rimangono al traguardo. Quindi mangio, bevo ed inizio a parlare con tutti quelli che incrocio pur di non ripartire. Alla fine comunque tocca ed iniziamo un tratto che ci riporterà a Gressoney che mi ricorda molto la gara del monte Corchia, subito dopo l’ascesa delle Voltoline. Qui in realtà il percorso è un poco più complesso, continuiamo a salire e scendere su un terreno che ad un certo punto si fa piuttosto tecnico a causa dei molti sassi affioranti. Trovo 2 ragazzi tranquilli ed inizio a scendere con loro…piano piano…piano piano…Mi avesse visto Fabio Lomi, che mi sta istruendo alla nobile arte della discesa, si sarebbe messo le mani nei capelli…confesso…

Faccio ancora in tempo a salvare la vita ad uno dei miei compagni di discesa che inciampa subito davanti a me e rotola verso il dirupo. Riesco a prenderlo al volo per il camel bag con la rapidità di un bradipo in letargo, ci fermiamo un secondo e poi ripartiamo ancora più lenti di prima.

Alla fine scendiamo in paese e la folla ci porta a l traguardo distante ancora qualche centinaio di metri. Devo dire che oggi il pubblico è stato fantastico. Abbiamo trovato un sacco di gente lungo tutto il percorso, calorosissimo dal primo all’ultimo km. I paesi poi erano tutti in strada ad aspettarci.

Chiusura in circa 2 ore e 30’…per 21 km…uno più del previsto…alla fine una decente ottantesima posizione circa, senza infamia e senza lode ma vista la giornata difficile non mi posso lamentare, poteva andare peggio. Ho sofferto sin da subito ed il vertical è stato un’esperienza. Ma alla fine la sensazione è che ci sia molto margine per migliorare. Quindi direi buon allenamento per questa giornata..

Gira e rigira son le tre. Chiappe in macchina e si riparte. Sono poco meno di 4 ore di viaggio, per fortuna senza traffico e spero senza autovelox.

Due o tre telefonate mi tengono compagnia per un poco ma la strada oggi non finisce più, specie nel tratto piemontese dove non c’è quasi una curva.

Alle sette comunque sono a casa a disfare le valigie…non completamente però, sabato si riparte per il Cadore, stavolta 30 km. Speriamo di stare un poco meglio, altrimenti la vedo un poco bigia…

Giovanni

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