Il racconto di Simone Pierotti, vincitore della mezza maratona del Valdarno, Fashion Marathon
Un giorno speciale e “mago” Sorbi: “Oggi la vinci te”: cronaca della mia prima vittoria alla Fashion Marathon
La prima vittoria non si scorda mai, non è un luogo comune ma pura verità, ed ha un sapore speciale quando arriva inaspettatamente. Come la mia vittoria alla 2° edizione della Fashion Marathon, la mezza maratona del Valdarno, di domenica 27 settembre. Avevo corso la prima edizione della Fashion nel 2014 e mi era piaciuta, una mezza atipica con tratti in falso piano e una salita a Rignano, da ripetere due volte. Lo scorso anno la chiusi al 24° posto in 1h27’, quest’anno mi proponevo di fare un buon risultato, sfruttando la mia attitudine al percorso e l’assenza dei top runners della regione.
Clima ideale, circa 250 atleti alla partenza. L’obiettivo è correre, almeno i tratti piani, sui 3:50 al km, sui livelli del mio personale, anche se questa non è gara da tempo, così dicono tutto. Alla partenza trovo Andrea Sorbi di Lucca Marathon “Oggi la vinci te!”. “Sì, va beh… ” rispondo. Finalmente lo sparo! Si parte. Mi metto subito davanti formando un gruppetto di 7/8, a tirare c’è Andrea Barbetta (lo conoscerò oggi!), si gira su 3:48 – 50, i ritmi che volevo, ci siamo. Dopo circa 5 km la strada si fa “nervosa”, non durissima ma non totalmente piana. Barbetta si dimostra subito l’atleta più competitivo, aumenta il passo, rimango con lui e inizia a crescere il distacco con gli altri concorrenti. Mi aspetto da un momento all’altro un’azione da parte di qualche concorrente, non ci credo molto che mi trovo in testa! Ecco Rignano sull’Arno, il punto più impegnativo, la strada sale, fino alla novità dell’edizione 2015, una discreta salita sterrata nel bosco, particolare inedito per una mezza maratona! Rimango attaccato a Barbetta, siamo all’8° km, finita la salita c’è una leggera discesa. Inizia lì l’azione decisiva della gara. Aumento il passo e, nel giro di 2 km, mi prendo quei 100 metri sul mio avversario che varranno la vittoria.
Si passa al giro di boa al centro commerciale, tra gli applausi della gente, bel clima davvero, ma è ancora lunga. Sto correndo su tempi da personale, ma allora era pianura, oggi no. Mi tengono compagnia l’auto ammiraglia, scambiamo qualche battuta, non mi rendo ancora conto di essere in testa, “un uomo solo al comando”, ogni tanto vengo affiancato da un ciclista che mi tiene informato del vantaggio sul secondo classificato. Prima di Rignano il mio distacco scende a 50-60 metri, Barbetta non molla di un centimetro. Sto bene e le gambe girano, ho ancora energie e le gioco sulla salita di Rignano, quando vedo con la coda dell’occhio il mio inseguitore. Non sono abituato a correre in testa … forse per questo sbaglio leggermente un paio di volte strada, perdo pochi secondi comunque. Negli ultimi 4 km controllo la situazione e l’orologio, sono in linea per abbattere addirittura il muro di 1h20’, sarebbe una giornata da sogno. Ultimo km, la vittoria sempre più vicina. Ultimi 600 metri, stavolta è fatta davvero, i primi applausi, ultima curva e rettilineo finale. Mi volto e non vedo il mio inseguitore, per cui mi godo questi ultimi 200 metri, lascio probabilmente per strada i secondi necessari per andare sotto 1h20’ ma non conta oggi … libero tutta la mia soddisfazione e taglio il nastro del traguardo. Una gioia immensa, una risposta a chi mi chiede ancora perché corro! 1h20:06 il tempo finale, 30 secondi davanti ad Andrea Barbetta e altri due minuti su Lorenzo Bernini.

