
La seconda parte dell’articolo dedicato alla preparazione dei diecimila metri. Viene presentata la finalizzazione di un programma per un atleta di livello amatoriale. Bisogna prestare attenzione in ogni tabella, alla necessità di stimolare in ogni microciclo le qualità utili per la competizione preparata.
DIECIMILA: LA STRETTA FINALE – seconda parte
Vediamo ora la preparazione di un atleta che corre i 10 km ad una media di 4’15” al km. Questo runner si allena 4 volte a settimana.
La Domenica viene inserito l’allenamento più lungo. Si dà importanza in questa seduta al fondo senza tralasciare sia l’aspetto muscolare che i sottili meccanismi che regolano i consumi energetici.
Il Lunedì si nota l’inserimento di un breve cambio di ritmo a fine seduta sotto forma di allunghi o leggerissimi progressivi. Questo per aiutare a “muovere” le gambe dopo la seduta a ritmi relativamente tranquilli della Domenica.
Il Mercoledì viene usato per sviluppare i meccanismi che stimolano la potenza aerobica. Essa è curata in varie forme per ottenere una preparazione più completa in un corridore che deve ottimizzare al massimo i soli 4 giorni settimanali a disposizione.
Il Venerdì si alternano i lavori che vanno ad esplorare il campo della resistenza aerobica con quelli che invece presuppongono lo sviluppo delle qualità più veloci. Quest’ultimi allenamenti oltre a rappresentare uno stimolo per l’incremento delle andature, vanno anche considerati come mezzo per ottenere benefici in termini di efficienza di corsa. Per questo motivo, anche nel corridore di livello amatoriale, bisogna prestare attenzione alla dinamica di corsa. Anche se egli non viene corretto, avrà un naturale beneficio nel ritrovare la reattività nei piedi e l’elasticità degli apparati sollecitati durante la normale azione di corsa.

Queste due tabelle di allenamento rappresentano due soggetti molto distanti a livello di valore atletico ed anche nel tempo effettivo che applicano sul campo di allenamento. Quello che si legge in tabella può essere visto con interesse e curiosità, ma è ovvio che questi programmi svolti sono elaborazioni che i tecnici hanno sviluppato in base alle nozioni in possesso riguardo tali atleti. La strutturazione dei mezzi è sicuramente corretta, ma può essere inadatta su altri podisti anche se del solito valore atletico. Quindi vi suggerisco di valutare sempre bene l’esecuzione di tabelle eseguite da altri corridori. Il rischio di non avere benefici è reale e in alcuni casi può portare anche ad una regressione del valore attuale.
L’allenamento se non è ben dosato può portare infatti anche ad una perdita progressiva delle
qualità acquisite. C’è da capire cosa serve e di conseguenza premere i tasti giusti per poter crescere. La strada da seguire è semplice, ma allo stesso tempo può diventare di difficile percorrenza. Il fine è quello di portare alla massima espressione tutte le qualità insite nell’atleta. L’allenamento è scientificità e sperimentazione, quando è proposto ed attuato da persone capaci i risultati non tardano mai ad arrivare.
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Lun |
Mar |
Mer |
Gio |
Ven |
Sab |
Dom |
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Sett 1 |
Corsa 1h chiudendo gli ultimi 2 km a 4’15” al km |
Rip |
Risc + 4×1000 + 4×500 rec 2’/ 1’ + defatic |
Rip |
Risc + 10 km ritmo medio + defatic |
Rip |
Corsa 1h30′ |
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2 |
Corsa 1h +
8 allunghi |
Rip |
Risc + 12 km a 1000 alternati + defatic |
Rip |
Risc + 10×300 rec 50” + defatic |
Rip |
Corsa 1h20’ collinare |
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3 |
Corsa 1h leggermente progressiva |
Rip |
Risc + 8×1000 rec 2’ + defatic |
Rip |
Risc + 12 km ritmo medio + defatic |
Rip |
Corsa 1h30’ con fartlek nel finale |
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4 |
Corsa 1h10’ |
Rip |
Risc + 10 km a 500 alternati + defatic |
Rip |
Risc + 12×200 rec 45” + defatic |
Rip |
Corsa 1h30’ collinare |
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5
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Corsa 1h +
8 allunghi tecnici |
Rip
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Risc + 2×2000 + 2×1000 + 4×500 rec da 3’ a 1’ + defatic |
Rip |
Corsa 1h10’
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Rip |
Risc + 12 km progressivi + defatic |
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6 |
Corsa 1h |
Rip |
Risc + 3000 + 2000 + 1000 rec 4’/ 3’ + defatic |
Rip |
Corsa 1h leggermente progressiva |
Rip |
GARA 10 km |

