I numeri in atletica indicano il percorso: parliamo di Andreas Almgren e della sua doppietta Europei / Mondiali 2026.
Nel mezzofondo moderno le strutture metodologiche raramente inventano qualcosa di nuovo: i sistemi fisiologici, i meccanismi energetici e i volumi di lavoro rimangono capisaldi consolidati da decenni. Ciò che si evolve, ciò che demarca il confine tra il talento e il dominio, è l’equilibrio sulle altissime intensità.
È l’annata di Andreas Almgren — culminata con le medaglie d’oro nei 10.000 metri agli Europei di Birmingham e nei Mondiali di mezza maratona a Copenaghen — che trova la sua consacrazione “estetica” in due sedute d’allenamento, che sono state pubblicate, di straordinaria bellezza.
Non vi è nulla di insolito nell’architettura di questi lavori: sono grandi classici della tradizione europea e scandinava. La meraviglia risiede interamente nell’esecuzione, nell’impatto visivo di numeri che sembrano appartenere a una dimensione superiore.
Seduta 1) 3×3000 metri rec 3′
Un classico lavoro di potenza aerobica e tolleranza al lattato, strutturato secondo una progressione incredibile:
- 1° 3000m: 8’00” (Passo 2’40″/km)
- 2° 3000m: 7’52” (Passo 2’37″/km)
- 3° 3000m: 7’43” (Passo 2’34″/km)
L’analisi: chiudere l’ultima prova a ritmo elevato dopo aver già corso due frazioni a ritmi alti significa avere una riserva funzionale spaventosa. Un recupero di soli 3 minuti rende questo lavoro un ponte diretto tra il consolidamento del VO2max e la proiezione sul ritmo dei 10.000 metri.
Seduta 2) 10×1000 metri rec 1′
Il frazionato denso. Un vero capolavoro di solidità del passo.
Prove progressive da 2’37” a 2’28” per una media di 2’33” al km
L’analisi: il breve recupero significa simulare a tutti gli effetti la dinamica di una gara su pista o su strada ad altissima intensità e con un controllo del gesto e del lattato millimetrico. La progressione fino a sotto 2’30” dimostra una capacità di brillantezza finale a fronte di un’accumulata fatica sistemica.
Il valore della versatilità: dalla pista alla strada
La bellezza di queste sedute non risiede soltanto nella pura performance cronometrica, ma nella loro funzionalità. Non sono numeri esibiti per stupire, ma rappresentano il motore teorico e pratico che ha permesso lo straordinario “doppio alloro” nei 10.000m in pista e nella Mezza Maratona.
I sistemi di allenamento non sono cambiati nelle loro linee guida fondamentali; a cambiare è l’efficienza con cui il corpo di Almgren trasforma il carburante metabolico in velocità pura.
L’atletica sa sempre rendersi interessante grazie ai suoi campioni. Presentare i top runner è come mettere in vetrina gli abiti di alta moda.

