Ti fermi a pensare e riaffiorano spontanei ricordi di piccole cose..di quando eri un ragazzino.
Dal mattino c’era un cielo gonfio di pioggia ed alle 3 del pomeriggio arriva l’annunciato acquazzone.
Allenamento programmato, come ogni giorno, alle ore 16.
In programma un 800 metri in pista da fare bello tirato, “Da sotto i 2’08” ” disse il mio allenatore e cioè, sotto i 2’40” al km.
La pioggia è cessata, il cielo è ancora nero, la pista con pozze d’acqua. Lo stadio è deserto, solo io e il mio allenatore. Lo guardo con occhi speranzosi, mi illudo in un rinvio al giorno dopo della seduta di qualità, la tensione cominciava a salire e d’istinto avevo voglia di allontanarla.
Niente..parto per l’800.
15”, 30”, 45”, 60”..il primo giro di pista lo affronto subito deciso. Nel secondo sono frazioni da 16” ogni 100 metri per chiudere la prova in 2’04”, 2’35” al km.
Adesso la tensione non c’è più.
Sono contento, il mio allenatore è contento. Tolgo le chiodate.
Esco dallo stadio per fare 4/5 km defaticanti. Adesso è tutto più bello.
Sono dentro la pineta colma di pioggia.
È intenso il profumo dei pini e della natura nel suo insieme.
Corro e avverto di farlo, mi entra dentro la gioia di questa giornata.
Le falcate defaticanti le percepisco morbide sugli aghi di pino, non tornerei più verso la pista, vorrei che questa corsa non finisse mai.

