Focus: correre rovina davvero le ginocchia?
È molto diffusa l’idea che uno sport impattante come la corsa rovini le cartilagini.
Solo un numero: se si corre in discesa il menisco mediale carica 6-8 volte il peso corporeo per ogni falcata che facciamo, kg già impressionanti anche senza moltiplicarli per ‘x’ volte.
Tuttavia gli studi raccontano una storia più complessa, ovvero che l’artrosi non è semplicemente la diretta conseguenza di un consumo meccanico, ma una condizione multifattoriale influenzata da:
- genetica
- età
- peso corporeo
- storia di infortuni pregressi
- stabilità articolare (soprattutto sotto sforzo)
- gestione del carico
Una realtà ben più complessa della semplice corsa.
Che cos’è davvero l’artrosi
L’artrosi è una patologia articolare che coinvolge sì la cartilagine, ma anche l’osso subcondrale, la membrana sinoviale, i legamenti, i muscoli circostanti, quindi c’è un’alterazione dell’intero ambiente articolare, causato dall’artrosi ma anche spesso concausa dell’artrosi stessa.
La cartilagine è un tessuto che si adatta al carico articolare, quindi risponde a stimoli meccanici. Con carichi progressivi e adeguati può mantenere la propria capacità di assorbire forze, favorire il ricambio di fluidi articolari per avere un migliore metabolismo cellulare.
Come già accennato per tendini e muscoli, anche la cartilagine beneficia di stimoli dosati.
Cosa succede alla cartilagine durante la corsa
Gli studi fatti con risonanza magnetica mostrano che dopo la corsa effettivamente la cartilagine del ginocchio può andare incontro a una temporanea riduzione di spessore o volume, ma le evidenze più recenti sembrano orientare verso modifiche piccole, transitorie, reversibili in minuti o ore, quindi una ‘normale’ risposta fisiologica al carico fornito, non un danno strutturale vero e proprio.
I runner hanno più artrosi?
La risposta più corretta è: dipende dal tipo di runner. Le meta-analisi ci dicono che:
- i runner amatori (recreational) sembrano avere un rischio uguale o inferiore rispetto ai sedentari
- i runner competitivi/élite, con volumi molto elevati per anni, possono avere un rischio maggiore
- i sedentari non sono protetti, anzi spesso mostrano prevalenze elevate.
I risultati di questo studio hanno indicato che uno stile di vita più sedentario o una lunga esposizione alla corsa ad alto volume e/o alta intensità sono entrambi associati all’artrosi dell’anca e/o del ginocchio, anche se effettivamente non è stato possibile determinare se queste associazioni fossero causali o confuse da altri fattori di rischio, come precedenti lesioni.
Questo ci può suggerire che il vero problema non sia ‘la corsa’ ma il rapporto tra volume, intensità,
recupero e capacità articolare.
Il vero fattore di rischio per lo sviluppo dell’artrosi sono gli infortuni precedenti come:
- rottura del crociato anteriore
- meniscectomia/sutura meniscale
- instabilità cronica
- fratture pregresse
- altre patologie articolari
In questi casi di comparto già danneggiato il carico della corsa non è la causa primaria ma può diventare un acceleratore.
Correre con l’artrosi è possibile?
Facciamo il punto. Abbiamo parlato finora di come la corsa può influenzare o meno lo sviluppo dell’artrosi, senza parlare del runner con l’artrosi già conclamata.
La risposta corretta per la gestione dell’artrosi è che l’obiettivo non è eliminare il carico, ma trovare il carico tollerabile per l’articolazione senza rischiare aumento del dolore/peggioramento delle condizioni. Concetto questo che si utilizza anche in fisioterapia nei casi di artrosi: l’introduzione del movimento per lubrificare, rinforzare i muscoli (e quindi supportare meglio l’articolazione), stimolare i tessuti.
Può anche non essere possibile con l’artrosi accedere al mondo della corsa: in quel caso utile la bicicletta, le camminate, di sicuro di minore impatto. Ogni caso è da valutare a sé.
La corsa quindi se ben dosata dà benefici sul controllo del peso, miglioramento della forza, beneficio cardiovascolare/psicologico.
Quali sono i fattori chiave per correre bene? La gestione del carico, dell’ampiezza, della ripetizione dello stress. In quadri già con infortuni o complessi, quando si introduce uno sforzo bisogna analizzare se:
- il dolore peggiora progressivamente
- compare gonfiore
- il recupero richiede giorni
Tutti markers che l’attività che stiamo facendo non è adeguata al momento e quindi magari può essere utile modificare il volume, la cadenza, introdurre sezioni di forza specifiche, inserire bike.
Conclusione
La scienza attuale quindi non supporta l’idea che la corsa di per sé rovini le ginocchia, in quanto la cartilagine è un tessuto vivo che si adatta agli stimoli che gli diamo. L’artrosi dipende da molti fattori, la corsa è uno solo dei fattori.
Correre non consuma automaticamente le articolazioni, ma insegna loro ad adattarsi se il carico somministrato è quello giusto.
Fonti:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36402349/
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/0363546516657531
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28504066/
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