Il giorno dopo la gara – Seconda e ultima parte

Il giorno successivo alla gara è importante sul versante del recupero fisico, ma anche per analizzare e trarre insegnamenti dalla gara eseguita.


“Con il passare dei giorni si vanno a perdere le percezioni originarie e ciò che è in memoria a livello superficiale tende ad essere rimosso; bisogna conservare quello che può essere utile.”

Il giorno dopo la gara

Seconda parte

di Massimo Santucci

CORSA PROGRESSIVA

Può essere proposta anche della corsa progressiva in forma morbida.

Ad esempio:

corsa 45’ con l’ultimo km in lieve progressione di ritmo

corsa 50’ con gli ultimi 10’ al ritmo della corsa media

corsa 1h con gli ultimi 3 km scalando dal ritmo del rigenerante di 15” al km. Esempio: chi corre il rigenerante a 4’45”, il terzultimo km lo correrà a 4’30”, il penultimo a 4’15” e l’ultimo km a 4’.

DOPO PERCORSI IMPEGNATIVI

Nel caso si sia corso su terreni che abbiano richiesto un lavoro molto alto anche a livello di struttura ossea, bisogna evitare di andare a sforzare l’apparato articolare per non rischiare di andare incontro ad infortuni.

Per questo motivo, oltre che evitare percorsi impegnativi c’è assolutamente da non richiedere all’organismo uno sforzo di natura intensiva.

CONTINUARE IL CARICO

In alcuni casi si può continuare con la fase di carico il giorno successivo alla gara per costruire una sorta di blocco allenante.

Questa combinazione la possono usare solamente gli atleti evoluti in quanto abituati a supportare dei gradienti superiori di carico.

Unire 2-3 giorni di carico è utile solo in caso di preparazioni altamente specifiche come ad esempio quando l’atleta ha in programma una gara a tappe.

Non ci confondiamo sui giorni consecutivi di carico e voglio dire che se un carico è spalmato in due giorni va bene anche per atleti non evoluti, ma se il giorno dopo uno sforzo massimale si va a richiedere ancora una sollecitazione di tutto l’apparato, bisogna che la preparazione svolta fino a lì supporti e dia concrete risposte al carico proposto.

ALTRE FORME DI RECUPERO

Tornando al giorno dopo la gara usato per favorire il corretto recupero, ci si può avvalere di altri mezzi paralleli alla corsa vera e propria.

Mi riferisco all’esecuzione di stretching, ma non usandolo come parte integrante della seduta, piuttosto come fase protagonista della sessione d’allenamento.

Altra pratica è quella di fare dei massaggi, ovviamente senza che diventino troppo invasivi, poiché la muscolatura non essendo ancora a posto può non accettare una pratica troppo energica.

L’esecuzione d’idromassaggi è un’altra pratica che può contribuire al deflusso delle scorie in maniera dolce.

LA FATICA DEL SECONDO GIORNO

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che spesso la gara presenta il conto, usando un modo di dire corrente, il martedì (se si è svolta la gara la domenica).

Questo vuol dire che può capitare di sentire delle gambe buone il giorno dopo la gara, magari un po’ affaticate, ma libere e brillanti. Dopo una gara andata bene, il morale è alto e se le gambe vanno a braccetto con la testa il pericolo di farsi prendere la mano è concreto con il rischio di affaticarsi senza che ve ne sia motivo.

Questo porta di conseguenza a tempi di recupero più lunghi rispetto a quelli che potrebbero in realtà essere.

C’è da usare sempre la testa ed evitare, anche se si sta bene, di forzare il ritmo il giorno seguente la gara.

RILEGGERE LA GARA

Il giorno dopo la gara è utile fare un’analisi a freddo sulla prestazione conseguita e di riflesso le opportune valutazioni.

È bene approfondire la condotta di gara che si è tenuta e le sensazioni che si sono succedute nel corso della competizione.

Con il passare dei giorni si vanno a perdere le percezioni originarie e ciò che è in memoria a livello superficiale tende ad essere rimosso, quindi bisogna “tenere” quello che può essere utile.

Le sensazioni di fatica non c’interessano, quelle devono essere metabolizzate e lasciate fuggir via altrimenti potranno rimanere in forma di rigetto alla fatica.

Quello che c’interessa sono invece gli atteggiamenti che in automatico vengono attivati in gara. Rivisitandola in modo attento, si può andare a rivedere e correggere in ottica futura le decisioni sbagliate che si vengono ad avere in gara nei momenti di difficoltà.

Il corridore maturo non deve mai perdere la lucidità, ma saper gestire la gara anche nei momenti critici.

Cominciando a riconoscere i segnali sarà sempre più semplice attivare dei meccanismi di difesa e superare in tempi più brevi le crisi attraverso una corretta gestione della situazione di pericolo.

Ripensando alla gara, rivivendola, ricorrendola mentalmente chilometro dopo chilometro si andrà a capire cosa è andato e cosa no.

Soprattutto per chi è attento ad esprimere in gara tutto il proprio valore è fondamentale fare un’analisi di questo tipo, gli permetterà di limitare sempre più gli errori che vanno ad appesantire il tempo finale della competizione.

La concentrazione in gara è basilare per non sprecare energie e per non avere momenti a vuoto dove i secondi persi non si andranno più a recuperare.

L’analisi del giorno dopo (per i più meticolosi può essere fatta anche scritta), accrescerà la conoscenza di se stessi ed il proprio valore futuro.

Facendo quest’analisi insieme al proprio tecnico, ci sarà uno scambio di pareri che sarà formativo per entrambi e servirà eventualmente per modificare l’allenamento futuro se al termine del confronto se ne riterrà il caso.

“The day after” non dev’essere visto solo come un giorno di passaggio, ma dovrà essere sfruttato in pieno come se quel giorno fosse in programma un allenamento di carico.

Ogni giorno d’allenamento è utile; il buon corridore lo sa bene, non ne spreca nemmeno uno.

Fine seconda ed ultima parte

Pubblicato su Podismo e Atletica

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