L’interval training

 L’interval training è molto utilizzato nei programmi di allenamento. Secondo le distanze usate, ma soprattutto in base alle velocità ed al rapporto intensità-recupero si verranno a creare stimoli di diversa entità. Vediamo in chiave generica alcuni aspetti di questo prezioso mezzo di allenamento.

Cenni di interval training

La corsa ad intervalli è un mezzo allenante efficace e in determinati casi risulta divertente la sua esecuzione, ma va studiato con attenzione perché serve come ogni altro allenamento a costruire una buona condizione di forma.

Sono due le sue finalità principali:

1)   Sviluppare la capacità funzionale del sistema di trasporto dell’ossigeno aumentando la gittata cardiaca

2)   Aumentare la capacità aerobica dei muscoli specifici, sviluppare cioè la capacità di tali muscoli di estrarre l’ossigeno dal sangue

Per raggiungere tali obbiettivi si deve da un lato sovraccaricare il sistema cardiovascolare (obbiettivo raggiungibile coinvolgendo grandi masse muscolari), dall’altro far lavorare i gruppi muscolari specifici interessati nel gesto atletico (principio di specificità).

Il metodo di allenamento più efficace nell’ottica di raggiungere i suddetti obbiettivi è l’allenamento intervallato.

Infatti, mentre il fartlek (dallo svedese – Correre per gioco) proprio per la sua caratteristica di “libertà” nello svolgimento dell’allenamento, non ha un’impostazione scientifica, è possibile validare l’allenamento intervallato sia su base fisiologica che metabolica.

Chiaramente nell’allenamento intervallato l’intensità e la durata sia dell’esercizio, sia del recupero (sia esso attivo o passivo) va scelta e finalizzata ad un obbiettivo.

Con questa metodologia si possono allenare:

– il sistema ATP-CP

– il sistema lattacido

– la capacità aerobica

– la potenza aerobica

– la tolleranza al lattato

Questo secondo l’impostazione dell’esercizio e del rapporto carico/recupero.

Ad esempio per allenare il sistema ATP-CP si devono eseguire carichi intensi per una durata breve con un rapporto di tempo carico/recupero di 1 a 3.

Per allenare il sistema aerobico invece la durata del carico ha tempi più lunghi ed il rapporto temporale carico/recupero va da 1:1 a 1:1,5.

Con questo concetto di base si può utilizzare quindi una metodologia di allenamento che implica una grande duttilità (si possono allenare vari sistemi metabolici e fisiologici) associata ad un corretto riscontro fisiologico (precisione in andature e tempi), con la possibilità quindi di adattare l’allenamento al singolo atleta ed alla singola necessità.


Tratto da scritti di

Massimo Santucci e Dr Augusto Innocenti

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