La Corsa: Struttura del Movimento Generale

Nella corsa la struttura del movimento generale come deve essere

 

movimento delle braccia
movimento delle braccia

Vogliamo oggi fare un po’ di chiarezza, con questo breve articolo, sulla struttura del movimento di corsa: le sue fasi, i fondamentali e soprattutto, come va adattata su distanze medio-lunghe. 

Andiamo con ordine.

Le fasi di corsa. Ogni passo di corsa comprende due fasi: una fase di appoggio e una fase di volo. Durante la fase di appoggio possiamo distinguere una prima fase di ammortizzazione e una seconda di spinta, per la gamba di appoggio e una fase di recupero e oscillazione, per la gamba libera. Le due fasi dell’appoggio sono di importanza fondamentale. Durante l’appoggio (fase di ammortizzazione), il corpo subisce una decelerazione in avanti e crea i presupposti per la successiva fase di volo. Nella fase di propulsione, infatti, la contrazione dei muscoli estensori favorisce la riaccelerazione dell’atleta. In questa fase, quanto maggiore è la quantità di forza espressa nell’unità di tempo, tanto più elevata sarà la velocità di avanzamento.

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Questo in linea generale, nella corsa di sprint. Nelle medie-lunghe distanze, in realtà applichiamo un corollario di questa teoria. La struttura del passo è simile a quella dello sprint, con alcune importanti differenze.

Differenza tra corsa di sprint e corsa su lunghe distanze. Nella corsa di lunga distanza notiamo le seguenti differenze:
La posizione del piede in fase di atterraggio varia con la velocità di corsa (atterraggio di metatarso/avampiede). L’arto libero oscilla in avanti con l’angolo del ginocchio meno chiuso.
L’estensione di anca, ginocchio, caviglia in fase di propulsione può essere completa (mezzofondo) o incompleta (fondo).
Il movimento delle braccia è meno pronunciato e il ginocchio rimane più basso.

I fondamentali della corsa. 
La presa di contatto con il terreno, come abbiamo già accennato, avviene di metatarso/avampiede.
Durante la fase di ammortizzazione, l’arto di appoggio sostiene il peso del corpo e cede il meno possibile per evitare perdita di velocità.
Nella successiva fase di spinta, un momento prima del distacco, si ha l’estensione di anca-ginocchio-caviglia.
Il tallone dell’arto di spinta sale e determina la flessione della gamba (più o meno pronunciata a seconda del tipo di corsa).
Il tutto accompagnato dal busto, leggermente inclinato in avanti e dalle braccia oscillanti ma rilassate.

Due note sulla ritmica. Sempre nel rispetto dei fondamentali di corsa descritti pocanzi, e delle note sulla differenza tra sprint/mezzofondo si può dire che nella corsa di sprint la ricerca del compromesso tra lunghezza e frequenza dei passi è essenziale per il mantenimento di velocità elevate, mentre nelle corse di resistenza la ritmica adottata deve permettere una stessa velocità con un costo energetico inferiore. Tutto è dettato dalle esigenze energetiche del tipo di sforzo.

 

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