Gusto e movimento, il cocktail migliore

attività fisica e gusto

Quando il gusto ed il movimento si abbracciano

Fare attività fisica fa stare bene, concetto oserei dire lapalissiano. Anche il buon bere (con moderazione) fa stare bene ed anche qui, dovremmo essere concordi. Ma esisterà mai un’accoppiata vincente che possa far inebriare il corpo ed il palato?

Dobbiamo scindere l’attività sportiva e quindi il movimento dai “pericolosi” profumi del bere? Proviamo ad unire queste, apparentemente distanti, filosofie di vita?

Si, uniamole e divertiamoci nell’accostare il benessere all’apparente peccato. Il salutare al vizio.

Ma esiste necessariamente peccato nel fondersi con il piacere?

I temi della vita sono per comodità custoditi in modo matematico, è quasi sempre una questione di misura. Questa volta vediamo di non farlo.

Andiamo ai concetti. Allenarsi poco serve a poco..allenarsi troppo è troppo..proprio come il bere.

Il gusto della vita è da catturare a piccoli, ma decisi, sorsi. Giochiamo a miscelare.

Unire il ginepro alle ripetute è binomio apparentemente perfetto. Ed allora un buon Gin mitigato dalla frizzante acqua tonica può percorrere le vene di un corridore audace, ma che al tempo stesso ricerca brividi forti. In pratica siamo ad un 10x1000 metri. Le erbe botaniche che educano il gusto del Gin, pongono tuttavia un confine netto al vigore della miscela. Se non ci fossero sarebbe un osare, ma così non è quindi..via libera ad un Gin & Tonic, ma leggero..rimaniamo sportivi in fin dei conti.

Per le atlete si plana più facilmente verso morbidi destini. Un soffice Alexander parla di crema di latte e crema di cacao unita a del buon distillato di vino francese (che si traduce in Cognac) o ad un valido Brandy italico o iberico. Si beve, si sogna, ma anche si ricevono calorie, quando pericolose, quando necessarie per ritemprarsi da allenamenti impegnativi.

Altrimenti si può osare con una Vodka, nel vecchio millennio giudicata scontrosa e banale, adesso ricercata e piena di fascino. La sua proverbiale descrizione: inodore, incolore, insapore ha del vero? Ma no..però suscita purezza estrema e brividi di freddo a dispetto del gusto talvolta ricco e vellutato. Pensandoci bene con la Vodka abbiamo il lasciapassare per atleti in cerca di un ok dai sensi di colpa per degustare alcol.

Ci sono però anche le delusioni nella vita e quando dobbiamo affogare in una coppetta da cocktail una gara da dimenticare vien bene un nobile Stinger per scioglier via tutto.. il Cognac rinfrescato dalla menta offre sempre benessere anche dopo i più grandi tormenti.

Ci sono poi cose che sfuggono alla poesia più intima, quindi come dimenticare un rude Rum jamaicano intriso di agrumi o di frutta tropicale spezzettata da un blender? È proprio così.. Il sapore degli Zombie riecheggia forte quando bisogna sbicchierare senza troppi limiti..la frutta ed il distillato..connubio per palati sapienti.

Ma non dimentichiamo i “Soft”.. Dopo le lunghe cavalcate che ci hanno prosciugato, come non mixare frutta, gelato e del seltz a vivacizzare il tutto? In fondo si tratta di reidratare, come si dice oggi, non di trasgredire.

Lasciamo i grandi distillati ai giorni evento ed i liquori a saltuarie concessioni.

Mentre le bolle, o perlage che dir si voglia, di un valido Brut (senza scomodare l’altezzoso Champagne), vanno sempre bene per allietare le notti allegre, basta siano poche, poiché l’atleta deve avere disciplina interiore come un orologio che sa riportare ordine con meticolosità.

Adesso è un sorso di vino a chiudere queste righe.. meglio un rosso pieno di corpo o un bianco con toni di mela verde? Dipende dai nostri gusti, ma anche da com’è andata la giornata..ops..l’allenamento..se il dovere non è stato fatto per bene si chiude con acqua.. naturale ovviamente.

@SantucciRunning

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