Correre con le cuffie, pro e contro

Correre con le cuffie

Corsa e musica sembrano un connubio perfetto: scarpe allacciate, cuffiette indossate, tasto play e via ad allenarci con la nostra playlist preferita. Abitudine assecondata negli anni dai produttori di sportwatch e auricolari bluetooth, che ci forniscono cuffiette senza fili sempre più adatte allo scopo e orologi in grado di contenere centinaia di ore di musica e perfino di collegarsi ai servizi di streaming più popolari.

Ma correre con le cuffie è davvero l’ideale?

Uno studio condotto dall’Università di Sassari e pubblicato nel 2020 ha evidenziato come correre ascoltando musica peggiorerebbe gli appoggi al suolo, soprattutto alle velocità più basse. Questo sembra dovuto alla minor attenzione che il corridore presta alla meccanica di corsa per via della distrazione data dalla musica. Aumentando il ritmo la concentrazione tornerebbe a focalizzarsi sugli appoggi a prescindere dal volume di ascolto.

Sostegno psicologico

Tuttavia la questione tocca altri aspetti dell’attività motoria che non possiamo non considerare. Soprattutto per il corridore amatoriale – per il jogger – la musica può rappresentare un notevole sostegno psicologico durante lo sforzo. Ci accompagna e ci distrae dalla fatica, ci distrae dalla noia del “lungo lento” (sì, correre a volte è davvero noioso) e può addirittura spingerci la volata finale suonandoci letteralmente la carica col nostro pezzo preferito. E non solo.

Può aiutarci a tenere il ritmo?

Scegliendo il pezzo giusto possiamo sfruttare il ritmo della musica per correre alla giusta frequenza di passi al minuto. Aumentare la frequenza, a parità di velocità, accorcia la falcata e migliora gli appoggi. A giovarne è la nostra tecnica di corsa e, di conseguenza, le nostre articolazioni. Esistono a questo scopo playlist per tutti i gusti su Spotify e compagni, e il sito jog.fm permette perfino di scoprire quali sono i pezzi più adatti al nostro passo di corsa.

Si può ascoltare musica in gara?

Se fino a qualche anno fa la Iaaf lo vietava, le cose sono cambiate dal 2017. È infatti ancora vietato nelle gare in pista e in quelle in cui si assegna un titolo, ma non nelle gare “di massa”, se non per quegli atleti che concorrono alla vittoria o comunque a conquistare un premio, anche di categoria. A questo proposito bisogna considerare che l’atleta che si allena per gareggiare – a qualsiasi livello – aiutandosi con la musica adopera un mezzo che in gara non avrà a disposizione e non allena la “tenuta mentale” che può rivelarsi determinante.

E la sicurezza?

Aspetto che non va assolutamente trascurato è quello della sicurezza in strada. Correre con le cuffie inevitabilmente ci isola dal mondo esterno e può sottoporci a rischi come quello di non avvertire un pericolo imminente, come l’arrivo di un’auto. A questo proposito va ricordato che il codice della strada vieta di correre – e di camminare – utilizzando
apparecchi radiotelefonici a meno che non ci si trovi in area pedonale, e quindi non sulla carreggiata. Chi non riesce a fare a meno di ascoltare musica è tenuto perciò a farlo al parco o comunque lontano dai veicoli che possono rappresentare un pericolo.

Alcuni consigli

Se siamo tra i runner che non riescono a fare a meno del “doping musicale” cerchiamo di sfruttarne i vantaggi e di limitarne le possibili conseguenze negative: teniamo un volume che ci permetta di non isolarci dal mondo esterno, di ascoltare il nostro corpo e di avvertire eventuali pericoli imminenti. Utilizziamo un abbigliamento che ci renda ben visibili ai veicoli e corriamo in direzione opposta a loro, in modo da poterli veder arrivare. Teniamo un orecchio libero dall’auricolare in prossimità di strade trafficate. Scegliamo il dispositivo meno invasivo e ingombrante; portarsi appresso il peso dello smartphone sul braccio sicuramente non agevola la nostra corsa e ci sbilancia e il cavo delle cuffie può diventare un vero impiccio. Infine, possiamo discutere se sia consigliabile o meno correre ascoltando musica, ma non ci sono dubbi sull’opportunità di lasciare a casa, almeno durante il nostro allenamento, notifiche, social, chat, telefono e compagnia.

di Andrea Vassalle/Santucci Running

Pubblicato su Atletica Immagine

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