Dialogo tra allenatori:la forza ed i circuit training

La forza ed i circuit training

Vi riporto un dialogo tecnico con Alberto Azzarini. E’ sicuramente utile il confronto fra tecnici. Lo scambio di informazioni ed esperienze è sempre un momento per acquisire nuovi elementi. Questa volta parliamo di forza e circuiti allenanti.

 Il dialogo fra allenatori dovrebbe essere un momento di confronto perché essi possano crescere in ambito professionale. Capisco una sorta di gelosia rispetto i propri sistemi d’allenamento, sono il primo ad ammetterlo, ma credo che lo scambio di idee è sempre formativo, in ogni campo.

 Vi riporto un dialogo tecnico fra me e Alberto Azzarini, Responsabile della CambiasoRisso Running TEAM, neonata società genovese.

 Ciao Massimo,

 siccome su l’aspetto emozionale e di comunicazione con gli atleti, con modi diversi siamo sulla stessa lunghezza d’onda parliamo di tecnica e metodologia d’allenamento.

Ci sono due argomenti che mi stanno  a cuore, prendendo  spunto dai tuoi scritti interessanti. il primo è quanto per te è importante la forza nella corsa ? e cosa ne pensi di questo allenamento di ” circuit Training”.

 Sul promontorio di Portofino , abbiamo ricavato un circuito di 2400 mt  collinare con un dislivello di 80mt circa, dentro il bosco. a volte lo abbiamo utilizzato per medi e corto veloce, ( si chiama ancora così) a volte come circuito. eseguiamo circa 6 stazioni per giro alterniamo lavori di tecnica di corsa, lavori di forza sui distretti inferiori ( squat a vuoto, salti su panca, spinte per le caviglie) , lavori di forza sul tronco e arti superiori. con questo metodo:

 circa 2′ di corsa tra le stazioni ad una velocità vicino al medio, da 20″ a 30″ per stazione. mettiamo insieme dodici stazioni in modo che dopo due giri del percorso si riparte. in sostanza  3 / 4  giri del circuito il tempo a giro oscilla intorno tra i 13′ 00″ e i 14′ 30″ a secondo del livello  per un totale  di tempo complessivo intorno ai 45′
il lavoro non è semplice da eseguire , e a mio giudizio necessita di una certa esperienza e conoscenza del  proprio corpo. per un atleta evoluto è sicuramente un elemento di stimolo psico fisico. cosa ti fà pensare? rispetto al tuo riflettere che la forza non si allena a parte ma con lavori specifici.

  un abbraccio a presto  Alberto.

 Alberto Azzarini

Ciao Alberto,

la forza mi piace svilupparla con salite, spiaggia, campestre ed esercitazioni a carico naturale.
Mi piace tanto il circuito in salita che prevede un tratto di salita ripida, discesa e tratti di bosco, questi sono elementi che vanno a toccare il muscolare, le fibre, i consumi energetici ed un’altalena cardiaca.
I circuit training non li amo, ma talvolta ne faccio uso. Essendo però gli esercizi già un lavoro che impegnano la muscolatura i tratti che li raccordano mi piace che siano eseguiti in piano e non su percorso mosso, in modo da dare un corretto ripristino muscolare ed articolare.
Nel “mio” circuito di 1 km su percorso misto ho un tratto di salita asfaltata di 200 metri al 12-14%, una discesa di 400 metri al 5-6% ed un tratto ondulato su terreno di bosco di 400 metri.

 In questo circuito lavoriamo in diversi modi, da corto veloci a medi a variazioni sull’ampiezza della falcata. In quest’ottica uso per atleti evoluti anche ripetute di 5-600 metri su cavalcavia per dare origine a tutta una serie di coinvolgimenti.
Massimo Santucci

 Ciao Massimo

sono d’accordo sulle metodologie di allenamento per il potenziamento muscolare. Il circuit che ti avevo proposto in realtà lo avevamo utilizzato per preparare la maratona dei Marsi e in quel contesto ho trovato utile questo sistema.

Alberto Azzarini

 

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