Maratona di Londra, riflessioni

maratona di londra

“Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile”.

Penso mentre leggo quei numeri così incredibili e straordinari. Si lavora ogni giorno con disciplina e determinazione per ottenere questi risultati, che diventano davvero raggiungibili, sono lì, alla nostra portata; per fare anche poi in modo che quel raggiungibile di oggi, si spinga sempre un pochino più in avanti e tenda sempre più ad un irraggiungibile di ieri. Si tratta in effetti di rendere possibile l’impossibile. E così è stato.

Non vorrei annoiare nessuno con la mia storia; dopotutto è una storia come tante altre, nemmeno poi tanto speciale. Ma lo è per me e per coloro con i quali ho condiviso quotidianamente questo percorso. Mi sento solo di dire, se qualcosa mi ha insegnato la mia modesta esperienza di corsa in questi anni, che il valore assoluto di questo sport, espresso in volontà, disciplina, determinazione, sacrificio, sofferenza e tutto quello che conoscete bene anche tutti voi, è lo stesso per ogni corridore e per ogni livello di corridore, indipendentemente dal risultato che si riesca ad ottenere ed in qualsiasi momento della propria vita sportiva lo si raggiunga. Voglio dire che tutti noi viviamo le stesse sensazioni, le stesse percezioni, le stesse ansie, paure, tensioni, gioie, soddisfazioni, dolori e sofferenze; a dividerci c’è solo un risultato differente, che non è il nostro, o non lo è più, o che, semplicemente, non lo è ancora. Cerchiamo quindi di misurare noi stessi e gli altri in base al percorso di ciascuno, dimenticandoci il risultato come metro di giudizio, che, alla fine, non è davvero così rilevante. È solo il modo, il percorso, il viaggio che ti porta lì, a quel risultato, a riempire questo di senso compiuto. Per dire solo che per me è più importante il modo con il quale si raggiungono i risultati rispetto ai risultati stessi. Per cui, il miglior modo di parlare di corsa e di quello che è incredibilmente successo in una ventosa domenica londinese di fine aprile, è quello di allacciarsi tutti le scarpe ed uscire in strada, nei boschi, in città, sulle montagne, nei campi, sui sentieri, in spiaggia ed ovunque si possa immaginare, da soli o in compagnia, con la pioggia o con il sole, a modo proprio, come ci va; essere curiosi di scoprire dove ci condurranno le nostre gambe, quale ossigeno respireranno i nostri polmoni, quali pensieri si affacceranno sul nostro essere e quali sensazioni saranno in partenza da quella strana coppia che è il nostro stomaco ed il nostro cuore. Io, onestamente, non saprei dire granché; non l’ho ancora capito molto bene tutto ciò, ma so che il provarci sempre un po’ di più mi piace e mi sorprende ogni volta; anche se, cari amici, nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.

London, The Mall, 21 April 2024

Stefano

Leggi anche “Dove va la maratona? Record, scarpe, metodologia ecc.

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