La prima maratona di Marua
- Perché hai scelto la Maratona di New York come tua prima maratona? C’erano particolari motivazioni o sfide che ti hanno spinto a questa scelta?
La scelta è venuta un po’ per puro caso. A fine 2021 iniziavo ad avere interesse verso distanze maggiori della mezza maratona che stava diventando la mia comfort zone, ma non avevo ancora pensato di correre una maratona intera. Fatto sta che a Novembre 2021 mi trasferisco a NY e per pura curiosità inizio ad informarmi su come funziona la TCS NY Marathon, e a come poter fare per qualificarmi. Inaspettatamente scopro l’esistenza del programma 9+1 (ovvero partecipare come runner a 9 corse organizzate dalla NYRR e come volontario ad un’altra) che consente di accedere alla maratona dell’anno successivo a quello del completamento del programma stesso. Quindi mi sono detta “potresti utilizzare il 2022 per qualificarti, tenendoti allenata, e poi prenderti tutto il tempo per prepararti a correre la maratona nel 2023”. E cosi è stato! - Raccontaci la tua giornata durante la Maratona di New York. Quali emozioni hai provato prima, durante e dopo la gara?
Il giorno della maratona mi sono svegliata molto rilassata e tranquilla, sapevo che avevo fatto tutto quello che dovevo fare in termini di allenamento, riposi, alimentazione/integrazione, stretching e fisioterapia. Ero felice e pronta a mettere la ciliegina sulla torta! Anche se ammetto che allo stesso tempo provavo già un po’ di nostalgia al pensiero che, una volta tagliato quel traguardo, non ci sarebbe stata più una prima volta.
Di particolare aiuto è stato il pianificare avanti tempo tutta la logistica per arrivare alla partenza in orario e senza fare una levataccia, ma anche per ritagliarmi qualche ora la sera prima per raccogliere i pensieri e rivivere il percorso fatto. Un boost inaspettato invece è arrivato dall’aver incontrato Massimo, praticamente per la prima volta da quando ha iniziato a seguirmi, il giorno prima all’expo e poi inaspettatamente anche la mattina del giorno della maratona.
Durante la maratona invece non ho fatto altro che sorridere e godermi il pubblico, per me lo spettacolo era lui; gente di tutte le età a incitarci in tutte le lingue, a ritmo di musica e di danza, con i cartelloni e le campanelle. Pronti a distribuire fazzoletti, cibo ed acqua. Per non parlare dei bambini in fila a raccogliere i 5!
Più andavo avanti nel percorso (e senza riuscire a rallentare, il coach mi perdonerà per non aver rispettato i nostri piani!) e più mi sentivo bene, e sbalordita di come quel famoso muro tardava ad arrivare, ai 25 no, ai 30 no, ai 35 no.. peccato che ai 37km sono arrivati i crampi perché neanche al 42imo ho visto il muro..mi deve aver visto lui e si è scansato 🙂
Appena tagliato il traguardo ho pensato “ma è già finita? mi sembra di aver corso per un’ora sola”, ero pronta a ripartire!! Mi sono quindi riunita con famiglia ed amici per celebrare il momento. Molto bello anche il fatto che con la maratona ho concluso i miei due anni di esperienza negli Stati Uniti. Il piccolo rammarico è che la settimana successiva sono stata così focalizzata sulla mia relocation in EU che forse non ho realizzato e metabolizzato a fondo quello che ero riuscita a fare. - Come descriveresti l’atmosfera e il supporto dei partecipanti e dello spettacolo lungo il percorso della Maratona di New York?
Un’atmosfera unica, un pubblico pazzesco! Come dicevo sopra, sono parte integrante dell’evento, senza l’aria di festa e di partecipazione che la città stessa ma anche i turisti mettono secondo me non sarebbe la stessa cosa. Poi è molto interessante come il tutto cambi borough per borough, un vero e proprio viaggio alla scoperta dei diversi quartieri della città, non solo da un punto di vista geografico ma anche culturale! - Se c’è stato un momento difficile durante la maratona, cosa ti ha spinto a continuare? Hai avuto qualche strategia mentale o fisica per superare i momenti più duri?
Mi sento di dire che non ho avuto momenti difficili, nel senso che sono sempre stata lucida, presente e non affaticata. Ho avuto l’imprevisto dei crampi, che sinceramente non mi aspettavo visto che avevo curato bene la parte di allungamento e stretching e di idratazione e integrazione sia in allenamento che in gara. Quando ho iniziato a percepire qualche sintomo ho aumentato l’integrazione dei sali e dell’acqua e ho anche iniziato a rallentare un pochino. Purtroppo però si sono intensificati e non ho avuto alternativa che fermarmi più volte a fare stretching. Il tempo passava ma la mia testa rimaneva sul momento, mi dicevo che anche questo era parte dell’esperienza, e andava bene così. E poi vabbè c’era il pubblico che non ha esitato a ricordarmi che impresa stavo comunque facendo! - Hai coinvolto amici, familiari o altri corridori nella tua preparazione e durante la maratona? In che modo il supporto sociale ha influenzato la tua esperienza?
Si, amici, familiari, colleghi.. tutti coinvolti! 🙂 Ma prima di tutto il mio allenatore; per me il rapporto più intenso e significativo è stato quello con Massimo. La possibilità di analizzare gli allenamenti assieme (ricordo che sono praticamente una neofita, ho iniziato a correre 2/3 anni fa), di aggiustare le nostre tabelle in base a impegni e problemi, e di poter contare sempre su di lui per me è stato importantissimo. Ho iniziato la preparazione allenandomi da sola per scelta, per poter rispettare i miei ritmi e le sedute stabilite ma piano piano, dove gli allenamenti lo permettevano o dove trovavo sincronia con amici, ho iniziato ad allenarmi anche in compagnia, e partecipare qualche volta a corse con i running club locali. Esperienze molto positive in quanto prima di tutto l’allenamento vola, e poi si condivide una passione, uno stile di vita che rende entrambi in salute e felici. Ho vissuto questa esperienza anche con amici che stavano in Italia e che non ho mai conosciuto dal vivo ma con i quali mi sembra di essere amica di una vita, e perché? Perché la corsa unisce!
E poi mamma e zio.. che si sono buttati in un volo internazionale, senza conoscere l’inglese e la città, per venire a fare il tifo per me, con campanelle, cartelloni e urla di gioia, incitamento ed emozione! Vederli lungo il percorso è stato bellissimo. - Come ti senti ora dopo aver completato la maratona? Qual è stato l’impatto sulla tua salute generale e quanto tempo hai impiegato per recuperare completamente?
Il giorno dopo ho avuto un po’ di indolenzimento generale, principalmente alla parte del core ma poi a partire da martedì mi sentivo già pronta a tornare in strada…cosa che però non ho fatto perché dedicata a prepararmi per il rientro in EU. È stato comunque un recupero attivo, con attività cross-funzionali, qualche corsetta aerobica (e di esplorazione di Bruxelles) e total body. - Ci sono state particolari sedute di allenamento che ritieni abbiano avuto un impatto significativo sulla tua preparazione per la maratona?
Questa domanda la lascio al coach 🙂 In realtà penso un po’ tutte. La maratona di New York è ondulata, per cui gli allenamenti collinari hanno sicuramente aiutato; poi ovviamente i lunghi per la resistenza e gli allenamenti di velocità per la potenza. - Come hai bilanciato la tua preparazione atletica con gli altri impegni quotidiani e lavorativi? Hai qualche consiglio su come gestire il tempo per chiunque abbia una routine intensa?
Per poter riuscire a garantire la costanza e la qualità della preparazione atletica (intesa sia come attività di corsa che di potenziamento muscolare e flessibilità) mi sono adattata a farla di prima mattina 6/6.30 prima di iniziare la giornata lavorativa. Un po’ più di flessibilità per i lunghi della domenica, ma generalmente la mattina. Inoltre, per non perdere l’occasione di viaggiare, ho utilizzato la corsa anche come strumento per visitare posti più remoti o diversi dai normali percorsi turistici. Il consiglio è di chiarire che priorità la corsa ha per se stessi e per i risultati che si vogliono ottenere e in base a quello designare degli slot di tempo per l’attività e proteggerli da impegni secondari. Ovviamente un minimo di flessibilità ci vuole sempre! - Ora che hai completato la Maratona di New York, quali sono i tuoi prossimi obiettivi e come stai pianificando il tuo futuro nel mondo della corsa?
In accordo con il coach, faremo un periodo di costruzione invernale, e riprenderemo dalle gare di mezza maratona sul territorio Belga nel Q1 del 2024 per poi andare verso la preparazione per la maratona in Q2 e Q3. Al momento sono già qualificata per la TCS NYC marathon del 2024 e aspetto il risultato della lotteria per la maratona di Berlino. Tutto il resto è da definire, a sorpresa, ma tra gli obiettivi c’è sicuramente la voglia di venire in Toscana e partecipare ad un allenamento collettivo con il Mister! - Quali consigli daresti a chiunque stia pensando di intraprendere la sua prima maratona, soprattutto se sono principianti come eri tu?
Di avere un piano di allenamento chiaro, di porsi degli obiettivi ma anche di essere flessibili a rivederli giorno dopo giorno in base alla forma fisica, agli allenamenti e al mood. Di rispettare i riposi e di fare cross-training, perchè quello che in fondo conta è arrivare al giorno della maratona pronti ma senza infortuni! Infine, di ricordarsi che la maratona è “solo” la ciliegina sulla torta di un percorso durato mesi e il vero ricordo saranno le levatacce, gli allenamenti sotto il sole cocente o la pioggia torrenziale, con il raffreddore, in solitaria o in compagnia, le difficoltà, ma anche i progressi, le soddisfazioni, i sorrisi. L’immaginazione di quanto si taglierà quel traguardo..o non lo si vorrà tagliare perchè, dopo quell’attimo, non ci sarà più una prima volta. Quindi godetevi ogni secondo di questo bellissimo viaggio!



Marua Prevato
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