Scenic…che la luna illumini l’immenso

scenic trail

Il mio Scenic Trail di Sara Paganucci

“Scenic…che la luna illumini l’immenso”

Parto da Lucca dopo pranzo in compagnia della nano mobile, piccola grande amica di innumerevoli avventure.

Arrivo a Lugano e dopo un paio di tentativi centro la strada del mio albergo.

Mi sistemo, faccio una doccia e vado a ritirare il pettorale. Riconosco e saluto Aaron l’organizzatore, indaffaratissimo ma che si ferma lo stesso a dedicarmi un po’ di tempo. Mi fa vedere a grandi linee da dove passeremo domani sera con la corsa, e alla mia destra mi mostra una bella montagna con una bellissima cresta, tecnica, ed i miei occhi si illuminano…quello sarà il punto da me più sognato.

Torno in albergo, controllo il pacco gara che è ricchissimo di gadget, cappellino dello Scenic, calze Salomon, maglietta tecnica, birra, creme, caramelle…di tutto!

Vado a cena con altri atleti, una bella cenetta a bordo lato, con una luna meravigliosa, il nostro pensiero è che quella luna domani riesca ad illuminare l’immenso, i nostri cammini.

Letto e poi il giorno dopo cazzeggio in giro, un bellissimo parco attrezzato di palestre a cielo aperto come vorrei fare io nella mia città, foto e un po’ di shopping.

La sera ceno alla partenza con birra e panino con la salsiccia arrostita, mi faccio lasciare un po’ di pane solo da mangiare più tardi e torno in albergo a dormire qualche ora.

Alle 22:00 sveglia, preparo il mio piccolo Camelbak (mi prendono tutti in giro perché è troppo piccolo, ma dentro ci sta tutto quello che serve!) E mi avvio alla partenza.

Piccolo briefing, io sempre in prima fila con i top runner?, Aaron ha preparato un video carinissimo che spiega l’atteggiamento adeguato da tenere in gara.

Lascio la borsa che ritroverò alla base vita e mi avvio sotto al gonfiabile, con la prospettiva di arrivare nelle 24 ore.

Alle 0:00 lo sparo e via, breve giro del paese e si inizia subito a salire su per uno stradello di bosco che da 500mt arriva a quota 1200mt in 7,6km, ci metto 50′ a rompere il fiato e a iniziare a far girare le gambe.

Prima discesa mi lascio andare tranquilla, la frontale inizia a perdere colpi, ho le batterie di riserva ma il pensiero di installarla al buio mi frena, e se ne perdo una? Così trotterello tranquilla cercando di guardare dove metto i piedi, entro piena in tutte le pozze d’acqua, mi buco con l’ortica che brucia da morire e per finire faccio un tuffo per terra da comiche, per fortuna senza gravi danni…rallento perché adesso ho paura di ammazzarmi.

Finalmente appena fuori dal bosco mi metto a cambiare le pile sotto l’unico lampione, che scopro essere a 10mt dal cp1. Bevo caffè, riempio le borraccia, nonostante sia notte e quindi più fresco, sudo molto ed ho caldo.

Riparto più sicura, adesso il fascio di luce illumina per bene il mio cammino.

Ricomincia la salita ripida che ci riporterà a 2000mt in vetta al Monte Tamaro, il tratto con più dislivello; il mio procedere è calmo, si sa, in salita mi supera anche mia nonna che non corre. Mi rimetto il giacchettino xké quassù c’è vento e ti ghiaccia addosso e mi godo una delle albe più belle di tutta la mia vita, la luna piena che cala lasciando il posto ad un sole arancione, in questo contesto di montagne verdi ed innevate, un’esplosione di colori che mi scalda il cuore.

Arrivo al rifugio trotterellando mi fermo mangio i biscotti speziati, bevo sia brodo caldo che caffè, prendo i sali, ricarico le borraccine e riparto…adesso ci aspettano 8/9km di discesa dapprima tecnica, in cui assisto ad una scena raccapricciante: il ragazzo che mi precede sbaglia percorso, e vola letteralmente di sotto ad un poggio…mi è preso il panico! Fortunatamente sotto non c’era il vuoto e riesce a risalire…ci aiutiamo a scendere tra le rocce, tenendoci i bastoncini a vicenda…poi inizia una bella discesa di bosco che sembra quella di Piglionico, rocce e foglie secche di faggio…e qui mi lascio andare tra lo stupore di tutti quelli che mi avevano salutato in salita…Alice che cerca il bianconiglio!

Arrivo al ristoro solite cose, mangio, ricarico le borraccine e riparto…sto bene, è mattina presto, è fresco ed io d’attacco la salita dapprima in asfalto e poi sentiero, la prendo con calma godendomi ogni panorama, qui ogni montagna è diversa e stupenda, con l’unico comun denominatore che è la pendenza…impressionante non ci sono quasi mai tratti pianeggianti tutta salita e discesa ripide.

Inizio ad accusare il caldo ed il sonno, gli amici che avevo superato in discesa mi riprendono in salita; io sono in piena crisi di sonno, mi raggiunge Massimiliano, il ragazzo caduto nel dirupo, che mi offre un po’ di zenzero e scambia qualche battuta prima di salutarmi…in discesa lo riprendo e decidiamo così di aspettarci e fare un tratto insieme.

È caldo, bevo e ricarico le borraccine a tutte le fontane ed abbeveratoi che trovo, mi bagno la testa, il collo ed i polsi x tenermi sveglia e concentrata.

Arriviamo al ristoro del 50° dove ci fermiamo 15/20′ a rifocillarci prima di affrontare un Vertical di 2,7km con una pendenza al 23% (così ci informano al cp).

Arrampichiamo piano facendo conoscenza con altri ragazzi ed io snocciolando tutto il rosario più volte ed in tutte le lingue del mondo; ogni tanto dall’alto, Andrea mi dice “Sara non bestemmiare e si che me le dico tra me e me…ma te con esser così potenti da trapassare la fisicità del mio corpo!

Finalmente in cima chiedo gentilmente una birretta fresca, ma rispondono che è appena terminata!

Iniziamo a scendere prossimo obbiettivo rifugio (non mi ricordo il nome) punto acqua x ricaricare borracce e bagnarsi un po’; questa discesa è molto tecnica e spacca le gambe.

Al rifugio mi siedo, bevo tantissimo e mi bagno la testa, sono le ore centrali del giorno, inizio ad accusare; provo ad aspettare Massy che tarda ad arrivare e decido di ripartire da sola per la mia strada.

Mi fermo in mezzo al sentiero a fare la pipì, sono sola ma anche fosse non me ne farei, la mds mi ha tolto ogni forma di pudore; il colore della mia pipì è arancione scuro, presenza di piastrine, devo stare attenta ai reni…a volte succede, va messo in conto ma speriamo non sia questa la volta!

Riprendo a corricchiare su sentiero di bosco, ogni tanto sento uno sparo, poco più giù attraverseroò una base militare ma poco prima di farlo, non mi rendo conto e finisco a terra…la botta mi sveglia dal torpore…qualcuno mi ha detto che è stato un colpo di calore, secondo me è stato un colpo di sonno…fatto sta che questa cosa mi mette ansia e mi destabilizza mentalmente…scoppio a piangere, sono sola, nel bosco, se invece che in avanti fossi caduta di sotto al sentiero? La perdita del controllo del mio corpo e di lucidità mi spaventa e mi mette ansia.

Esco dal bosco e faccio un tratto di asfalto dentro la base militare, saluto i soldati che mi guardano straniti xké ho il viso rigato dalle lacrime; alcuni bambini mi danno il 5 e mi dicono che sono vicina alla base vita; ma non ce la faccio, la testa è partita; mi lascio cadere sulla panchina della base vita ed inizio a singhiozzare il mio ritiro, che quello doveva essere il mio regalo per il 40° e invece è stata una punizione in cui ho esposto tutti i miei peccati…le ragazze dell’ organizzazione mi abbracciano, mi circolano, mi fanno mangiare, mi rassicurano e mi hanno perfino al bar a comprare la birra fresca x festeggiare il mio compleanno.

Dopo 30′ rincuorata riparto, la crisi è passata, si va su piano; dopo poco mi raggiungono Andrea e Fabio, due ragazzini del posto che hanno già fatto la 54k lo scorso anno, mi dicono che arrivati al crocione mi mostreranno tutte le vette che mancano. Insieme attraversiamo alpeggi in mezzo alle mucche e piano piano arriviamo al 70°km…ritroviamo i tre ragazzi vestiti tutti uguali di verde, sdraiati all’ombra, sull’erba, aspettano di esser portati a valle perché si ritirano; ci aspetta la salita più lunga di tutta la gara, meno ripida, ma son sempre 10km di vette da conquistare; mi fermerei volentieri anch’io ma mi convincono a ripartire; intanto vediamo un puntino giallo tornare giù, un atleta che dopo i primi 200mt di salita ci ha ripensato ed è tornato indietro gridando al ritiro.

Qui gli operatori ci dicono che probabilmente siamo rimasti gli ultimi perché quelli dietro si sono ritirati tutti.

Riprendiamo il nostro passo, loro sono più veloci in salita ed ogni tanto si fermano ad aspettarmi, io li recupero nei brevi tratti di discesa, ma ormai anche le gambe iniziano ad essere inchiodate, non riesco a piegarle mentre scendo e diventa una sofferenza…sembro un burattino…in più ho i piedi pieni di vesciche che bruciano ad ogni passo.

Riusciamo a salire e piano piano recuperiamo altri atleti, l’idea di non esser più da soli aiuta, ma i dolori son più forti.

Finalmente (o anche no) inizia la discesa tecnica di 4km, fa freddo, in vetta c’è vento e comincia a tramontare il sole, ho dolori forti nella zona lombare, mi fermo a prendere un antinfiammatorio ma invece di diminuire aumentano.

Arrivo al S.Lucio e invoco il ritiro, non riesco a mangiare, sono più di 10 ore che non faccio la pipì, nonostante continui a bere, mi danno due coperte e mi butto su una panchina provando a dormire, ma appena mi rilasso iniziano le coliche renali…non era mal di schiena…in preda a spasmi e brividi, chiudo gli occhi e mi addormento…dicono che sarà una notte lunga.

Verso le 22:45 arriva una ragazza che si collassa sulla panchina accanto alla mia…mi racconta che è rimasta da sola e non trovava più i segnali della gara; per un attimo mi passa per la testa di riprendere il cammino “ti ci porto io al traguardo!” Ma poi lascio perdere…dopo il S.Lucio ci sono le creste; quelle creste che sognavo il giorno prima, il punto più tecnico di tutto il percorso…non sono i 23km a spaventarmi ma l’essere esposti in quota: “e se mi sento male lassù? “; lascio perdere senza rimpianti e senza rancore, perché so che sto facendo la cosa più giusta! Ho ripreso a correre da un mese dopo lo stop x infortunio, il lungo più lungo che ho fatto x preparare questa è stato di 6 ore, e senza carichi eccessivi x non stressare il femore non del tutto guarito; sono arrivata al 90°km in 21h30′ e sono più che soddisfatta di quello che ho fatto! 90km 6000D+ ca messi nelle gambe! Il prossimo anno se mi danno le ferie ci torno più preparata!

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