Scialpinismo e Trail – ultima parte

Attrezzatura, difficoltà
ed allenamento

Scialpinismo e Trail ultima parte

Leggi la prima parte

Ultimiamo il capitolo dedicato alle Scialpinismo approfondendo i concetti chiave.

Per Praticare lo sci Alpinismo occorre:

  • Buona tecnica nello sciare

  • Preparazione fisica adeguata

  • Sci con attacchi appositi (il tallone si stacca dall’attacco)

  • Pelli di foca

  • Scarponi da scialpinismo

  • Bastoncini

  • Attrezzatura varia (piccozza, Arva, sonda, pala..ecc)

  • Informazioni sulla situazione valanghe e meteo

Nello Scialpinismo esistono alcune scale di difficoltà.

Gérard Blachère negli anni ’40 prevedeva:

  • MS – medio sciatore: pendii facili, fino a 30 gradi;

  • BS – buono sciatore: pendii fino a 40 gradi, per tratti brevi e poco esposti;

  • OS – ottimo sciatore: pendii anche oltre 40 gradi, passaggi obbligati ed esposti.

Aggiungendo la lettera A significa che nel percorso si trovano difficoltà alpinistiche.

Oggi è la scala alpina che regola il livello di difficoltà globale tenendo conto di parametri come la lunghezza dell’itinerario, la pendenza, la lunghezza dei pendii, l’esposizione, i pericoli oggettivi, la quota, l’isolamento.

Essa si esprime con la scala:

F: facile

PD: poco difficile

AD: abbastanza difficile

D: difficile

TD: molto difficile

ED: estremamente difficile

Questa scala integra una valutazione generale delle difficoltà di discesa espressa con i gradi della scala UIAA

La difficoltà in discesa si esprime con la scala:

S1: itinerario facile che non richiede tecnica particolare.

S2: pendi e valloni ampi, fino a 25 gradi.

S3: pendii fino a 35 gradi; richiede buona tecnica su ogni tipo di neve.

S4: pendii fino a 45 gradi senza forte esposizione; tra 30 e 40 gradi con esposizione forte o passaggi stretti; richiede una tecnica ottima.

S5: pendii da 45 a 50 gradi senza forte esposizione; a partire da 40 gradi con esposizione forte.

S6: pendii oltre i 55 gradi senza forte esposizione; a partire da 50 gradi con esposizione forte.

S7: passaggi a 60 gradi o più, salto di fasce rocciose su terreno molto ripido o esposto.

E’ bene considerare che queste scale valgono in condizioni di meteo e neve favorevoli.

Impostare una settimana di allenamento

Prendiamo ad esempio un atleta che solitamente si allena 4 volte a settimana.

Vive in un paese di montagna ed ha a disposizione un tratto di 1 km abbastanza pianeggiante e percorsi da sci di fondo e sentieri di montagna di vari livelli:

martedì: 50′ di corsa lenta su percorso pianeggiante

giovedì: 20′ di riscaldamento (corsa lenta) + sci alpinismo: 5 tratti da 5′ ad intensità medio alta (soglia anaerobica su riferimento cardiaco) recupero in discesa con sci + 1′ fermo sul posto (montaggio pelli ecc..) + 20′ defaticamento (corsa lenta)

venerdì: 50′ corsa lenta (su percorso misto senza salite lunghe e ripide) con ultimi 10′ progressivi

domenica: uscita lunga di Scialpinismo

note:

  • la corsa lenta deve essere svolta al ritmo indicativo di soglia aerobica

  • nei lavori in salita si tiene a riferimento il dato della frequenza cardiaca e non del ritmo

  • il defaticamento deve essere svolto ad intensità di corsa lenta ma può essere di ritmo anche leggermente più lento.

  • Il progressivo finale deve essere graduale senza mai arrivare ad intensità massima

Per avere una piena efficienza nelle specialità di montagna, si ricorre spesso in allenamento all’unione di due o più discipline.

Questa strategia permette di differenziare, ma senza per questo allontanarsi dagli obiettivi specifici.

Testo di Santucci Running

Pubblicato su Spirito Trail

Gruppo ai allenamento Santucci Running

Da oltre 30 anni trasformiamo le persone in atleti esperti di Corsa su Strada, Maratona, Pista, Trail Running e Ironman.

RICHIEDI UN PIANO DI ALLENAMENTO
PERSONALIZZATO E RAGGIUNGI I TUOI OBIETTIVI

I NOSTRI PARTNER